Fruttosio e fegato, intestino fa da barriera difensiva ma meglio non esagerare

L’intestino stesso sarebbe una barriera difensiva che protegge il fegato dai danni causati dal consumo eccessivo di fruttosio, una sostanza che può trovarsi in molti alimenti e bevande e che può essere una delle cause del cosiddetto “fegato grasso”.
È la scoperta effettuata da un gruppo di ricercatori della Scuola di Medicina Perelman dell’Università della Pennsylvania.

Gli stessi ricercatori spiegano, però, nello studio pubblicato su Nature Metabolism, anche che un consumo troppo grande di fruttosio sopraffà lo stesso intestino provocando l’introduzione della sostanza nel fegato dove provoca danni ben più gravi.
Il fruttosio è una forma di zucchero che si può trovare in tanti alimenti, dalla frutta alla verdura fino al miele. Si può però trovare, in percentuale ancora più grandi, anche negli alimenti trasformati.

Il suo consumo è aumentato di ben 100 volte negli ultimi 100 anni ed è stato collegato da diversi studi alla malattia del fegato grasso non alcolica nonché ad altre patologie tipiche del consumo eccessivo di zuccheri quali obesità e diabete.
Se il suo consumo non supera un certo limite, l’intestino consuma il fruttosio assimilato e in questo modo protegge il fegato dai danni che questa sostanza può fargli, come spiega Zoltan Arany, un professore di medicina cardiovascolare della Penn e autore corrispondente dello studio.

Secondo Arany, inoltre, consumare l’alimento o la bevanda contenente il fruttosio lentamente nel corso di un pasto relativamente lungo, invece che tutto in una volta, ad esempio in un solo sorso, può diminuire queste conseguenze negative.
Inoltre gli stessi ricercatori hanno scoperto che a parità di quantità di fruttosio, gli effetti peggiori si hanno se esso viene consumato tramite una bevanda piuttosto che tramite un alimento solido.

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