Ftalati possono ridurre la fertilità nei topi femmina

Secondo uno studio pubblicato su Toxicological Sciences, un determinato ftalato presente in diversi prodotti per la cura della persona e in diverse plastiche riduce la fertilità dei topi femmina. La scoperta è stata fatta quando i ricercatori hanno somministrato, per via orale e tramite soluzioni di olio di mais, i ftalati DiNP e DEHP ai topi femmina. Questi ultimi vedevano alterati i propri cicli riproduttivi; in sostanza erano meno capaci di rimanere gravidi e fino a nove mesi dopo l’assunzione.

La ricerca si aggiunge ad altre che sottolineano gli aspetti negativi riguardo ai ftalati, oggi prodotti industrialmente in grandi quantità per l’utilizzo con materie plastiche come il PVC o la gomma sintetica affinché questi ultimi possano essere caratterizzati da qualità come una maggiore morbidezza, una maggiore durevolezza e una maggiore flessibilità.

La quantità di ftalati somministrati ai topi andava da 20 microgrammi a 200 milligrammi per kilogrammo di peso corporeo, dosi paragonabili, secondo i ricercatori, ai livelli di esposizione che le persone possono sperimentano durante la loro vita quotidiana, come riferito anche da Catheryne Chiang, una delle autrici della ricerca che conferma anche le difficoltà nel processo riproduttivo dei topi: “A tre mesi dopo la somministrazione, un terzo delle femmine trattate con le dosi più basse di DEHP e DiNP non era in grado di concepire dopo l’accoppiamento, mentre il 95% delle femmine nel gruppo di controllo rimaneva incinta”.

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