Fumo di incendi californiani del 2020 raggiunse anche Europa attenuando luce solare di un terzo

Grafico della diffusione dei fumi degli incendi boschivi californiani misurati da terra a Lipsia, Germania (credito: DOI: 10.1029/2020GL092194 - Baars - 2021 - Geophysical Research Letters - Wiley Online Library)

Grazie al nuovo satellite Eolo dell’agenzia spaziale europea un team di ricercatori internazionale ha scoperto che i fumi degli incendi boschivi che hanno interessato in maniera molto pesante la costa occidentale degli Stati Uniti, particolare la California, nel corso del settembre dell’anno scorso hanno viaggiato per migliaia di chilometri giungendo fino Europa. I ricercatori, che hanno pubblicato uno studio su Geophysical Research Letters,[2] hanno infatti scoperto che gli incendi boschivi americani hanno creato un disturbo nella troposfera sopra l’area di Lipsia come mai era stato avvertito prima d’ora.[1]

I fumi degli incendi americani hanno creato uno spessore nella troposfera sopra quest’area della Germania attenuando la luce addirittura di un terzo.[1]
I ricercatori sono riusciti a fare queste misurazioni grazie allo strumento Atmospheric Laser Doppler Instrument (ALADIN), un dispositivo laser montato sul satellite Eolo grazie al quale è possibile misurare con estrema precisione i profili verticali della velocità del vento. Questo dispositivo utilizza la tecnica del radar luminoso (Lidar): emette un segnale e lo stesso segnale riflesso fornisce importanti informazioni sui venti. Inoltre, tramite l’effetto Doppler, la velocità del vento può essere misurata a diverse altezze. Queste misurazioni sono poi confrontate con le misurazioni laser effettuate dalle stazioni di terra.[1]

Ciò che ha colpito i ricercatori sono stati dati dell’11 settembre 2020: con il dispositivo lidar di Eolo, proprio quando il satellite sorvolava Lipsia, e con le misure effettuate dai ricercatori da terra e quelle del satellite suggerivano che i fumi degli incendi boschivi californiani erano giunti fino in Germania. Si tratta di misurazioni rese possibili dalle proprietà radiative degli stessi aerosol di fumo, come spiega Sebastian Bley, ricercatore del progetto TROPOS presso il centro di ricerca ESRIN dell’Agenzia spaziale europea (ESA). Con tecniche del genere è possibile misurare la velocità del vento orizzontale e la retrodiffusione nonché l’estinzione degli aerosol in maniera indipendente. Poi, grazie alle simulazioni al computer, i ricercatori hanno potuto analizzare con precisione anche l’origine del fumo, ossia la costa occidentale del Nordamerica. [1]

Come ha fatto il fumo di questi incendi a viaggiare per migliaia di chilometri? Secondo i ricercatori è stato il calore stesso di incendi a far sì che il fumo si spostasse prima ad altissima quota. Una volta arrivato a questa altezza è stato trasportato dalle correnti a getto dal Nordamerica fin sopra l’oceano Atlantico e poi in Europa, un viaggio durato 3-4 giorni, apparendo sopra Lipsia l’11 settembre 2020 ad un’altitudine di circa 12 km per poi scendere fino ad un’altitudine di 5 km corso della stessa giornata creando una netta attenuazione della luce solare.
“Siamo stati in grado di stimare una concentrazione di massa media di aerosol di incendi boschivi di 8 microgrammi per metro cubo tra 4 e 11 km di altitudine. Al culmine era addirittura di 22 microgrammi per metro cubo, un dato notevole per queste altitudini”, spiega Holger Baars, altro ricercatore del progetto TROPOS che ha partecipato agli studi.

Note e approfondimenti

  1. Californian smoke drifted as far as Central Europe in autumn 2020 and caused heavy clouding of the sun | Leibniz-Institut für Troposphärenforschung e.V., Leipzig (IA)
  2. Californian Wildfire Smoke Over Europe: A First Example of the Aerosol Observing Capabilities of Aeolus Compared to Ground‐Based Lidar – Baars – 2021 – Geophysical Research Letters – Wiley Online Library (IA) (DOI: 10.1029/2020GL092194)

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