Fungo patogeno ha fatto estinguere diversi anfibi: è arrivato il turno delle rane?

Esemplare deceduto di Brachycephalus rotenbergae (credito: Diego Moura-Campos/UNICAMP)

In uno studio pubblicato su Biological Conservation viene descritta quella che è definita, in un comunicato della FAPESP, come una “mortalità senza precedenti” in un genere di piccole rane, conosciute anche come rospi della zucca, endemiche della foresta pluviale atlantica, Brasile. Il forte timore degli scienziati è che questa decimazione sia da ricondurre ad un’epidemia infettiva causata dal fungo Batrachochytrium dendrobatidis, un fungo patogeno che causa una malattia denominata chitridiomicosi.

Fungo Batrachochytrium dendrobatidis

Il fungo Batrachochytrium dendrobatidis per molti anni è stato, e lo è tuttora, una minaccia per diverse specie di anfibi, alcuni dei quali aventi anche funzioni ecologiche molto importanti come il mantenimento a certi livelli delle popolazioni di diversi insetti che predano. Alcuni di questi insetti possono trasmettere malattie come la febbre gialla, la dengue o anche il virus Zika.
Come spiega Diego Moura-Campos, il primo autore dello studio, questo fungo va a collocarsi nella pelle degli animali innescando un fenomeno in cui c’è uno scambio di gas con l’ambiente esterno. Quando l’infezione va avanti, si crea uno squilibrio fisiologico che provoca poi la morte dell’animale, di solito per un attacco di cuore.

Sintomi e diffusione

Si tratta del primo studio che certifica la presenza di questo fungo patogeno che attacca animali anfibi in Brasile. Come spiega lo stesso Toledo, lui e colleghi hanno avuto la certezza che la causa della morte nell’esemplare analizzato fosse da ricondurre proprio al fungo in quanto l’animale presentava “i sintomi giusti”: grande perdita di peso, desquamazione della pelle e carichi infettivi molto alti.
Si crede che fungo sia originario dell’Asia e che si sia diffuso in altre parti del mondo tramite il commercio delle carni di alcune specie di rane. Secondo uno studio del 2018, il fungo sarebbe emerso nella penisola coreana per poi cominciare, all’inizio lentamente, a diffondersi all’inizio del XX secolo.

Specie terrestri più soggette al fungo

Secondo i ricercatori quelle specie che si riproducono sulla terraferma e che, nel loro processo di riproduzione, non producono girini ma uova terrestri che si schiudono, sono ancora più soggette a questo fungo. Le specie più acquatiche, infatti, essendo contato già da molto tempo con questo patogeno, hanno almeno sviluppato qualche grado di resistenza all’infezione.

Trovati diversi esemplari morti di Brachycephalus rotenbergae: è epidemia?

L’indagine è stata svolta nella Riserva Biologica Serra do Japi a Jundiaí, San Paolo, tra il 2018 e il 2019. I ricercatori hanno trovato diversi esemplari morti di Brachycephalus rotenbergae, una specie di piccolo rospo che si trova in particolare nelle foreste dello Stato di San Paolo in Brasile. Si tratta di animali molto piccoli per i quali l’individuazione in natura è molto difficile. Dopo il decesso, tra l’altro, si decompongono in maniera molto rapida. I ricercatori ne hanno trovato nove morti, cosa che indicava che c’era una causa, probabilmente una malattia, a decretarne il decesso. E infatti le analisi di laboratorio hanno confermato il sospetto.

Note e approfondimenti

  1. Fungal disease cluster in tropical terrestrial frogs predicted by low rainfall – ScienceDirect (IA) (DOI: 10.1016/j.biocon.2021.109246)

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