Funzionalità epatiche compromesse nei topi gravidi aumentano rischio di obesità dei figli

Problemi alle funzionalità del fegato nel corso della gravidanza possono alterare il microbioma intestinale del nascituro e aumentarne il rischio di obesità: è risultato a cui è arrivato uno studio presentato alla conferenza annuale della Society for Endocrinology.

I ricercatori hanno eseguito esperimenti sui topi scoprendo che i topi nati da madri con colestasi intraepatica (ICP) o altre patologie del fegato avevano probabilità maggiori di sviluppare l’obesità infantile.
La progenie mostrava una composizione microbica intestinale diversa e funzionalità epatiche diverse, soprattutto se alimentata con una dieta ricca di grassi, altra caratteristica che contribuisce all’alterazione del metabolismo e all’aumento del rischio di obesità.

Si tratta di un altro studio che indica quanto possa risultare improntate il microbioma dell’intestino per la salute metabolica fin dai primissimi giorni di vita o anche durante la gravidanza stessa.
Caroline Ovadia, ricercatrice del King’s College di Londra, ritiene che questi i risultati indichino che “la salute durante la gravidanza può avere effetti a lungo termine sulla salute dei bambini, e in questo caso in che modo le alterazioni del microbioma intestinale possono aumentare il rischio di obesità nei bambini con una dieta occidentale ad alto contenuto di grassi”.

Come per tutti i casi di esperimenti svolti solo su animali, lo stesso comunicato stampa fa notare che le composizioni del microbioma del topo e di quello degli esseri umani differiscono e questi risultati potrebbero non indicare in maniera accurata gli stessi collegamenti anche per gli umani.


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