Fusione del permafrost siberiano accelererà riscaldamento globale

Un altro effetto ambientale in corso accelererà l’effetto serra causato dagli esseri umani: il rilascio di materia organica dal permafrost siberiano.

È questo il risultato cui è giunto un team di scienziati russi e statunitensi che hanno analizzato la composizione di diversi strati del permafrost nella Siberia orientale e che hanno pubblicato i risultati in uno studio sul Journal of Geophysical Research.

Il permafrost è un terreno ricoperto da uno strato di ghiaccio che può essere di vario spessore ma che non si scorgela mai.
Sempre più ricerche, negli ultimi anni, stanno mettendo in relazione questa specifica tipologia di terreno al riscaldamento globale in corso, così come viene messo in relazione lo scioglimento dei ghiacci artici.

A differenza dei ghiacci nell’Artico, però, le conseguenze dello scioglimento del permafrost, in particolare quello siberiano che rappresenta l’esempio più vasto, non sono ancora del tutto chiare.
Questa ricerca cerca di colmare questo vuoto realizzando quello che può essere considerato il primo studio in assoluto sulla materia organica che è contenuta negli strati più profondi del permafrost.

Hanno analizzato il terreno del bacino del fiume Kolyma, Siberia orientale, onde comprendere cosa è successo nel lontano passato durante i periodi di scongelamento per mettere poi in relazione queste informazioni con gli eventi odierni.
Analizzando campioni di terreno a varie profondità e appartenenti a diverse età geologiche, hanno esaminato vari depositi, dal pleistocene all’olocene, campioni relativamente ben conservati.

A spiegare risultati è Alexander Zherebker, scienziato presso l’Istituto Skolkovo di Scienze e Tecnologia (SKOLTECH) e uno degli autori dello studio insieme ad altri colleghi dell’Università statale Lomonosov di Mosca: “Abbiamo individuato i componenti che hanno subito il cambiamento più grande e quelli che sono i più sensibili all’azione dei microrganismi. È emerso che i componenti biodegradabili sono presenti sia a grande profondità che molto vicino alla superficie del permafrost. Secondo le nostre proiezioni, la regione artica avrà molto presto un forte impatto sul riscaldamento globale”.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo


Resta aggiornato su Facebook