Fusione tra via Lattea e Andromeda, scoperto primo timido “contatto” tra i due aloni esterni

I ricercatori sono riusciti a mappare con dettaglio senza precedenti l’alone che circonda la galassia di Andromeda. I piccoli cerchi rappresentano le posizioni dei 43 quasar usati dagli scienziati per ottenere le informazioni (credito: NASA, ESA ed E. Wheatley (STScI))

L’alone che circonda la galassia di Andromeda è stato mappato con un livello di dettaglio senza precedenti dai ricercatori che hanno usato le immagini del telescopio spaziale Hubble.
I ricercatori hanno scoperto che questo alone tenue, una sorta di involucro immenso di gas che circonda l’intera galassia, pressoché invisibile, si estende per 13, milioni di anni luce di distanza dalla galassia stessa.

Primo timido passo verso la fusione con la via Lattea?

La parte più esterna dell’alone si inoltra fino ad una distanza che arriva a circa la metà della distanza che c’è tra la via Lattea e la stessa galassia di Andromeda. In alcune direzioni questo alone sembra estendersi a dirittura per 2 milioni di anni luce.
Secondo i ricercatori è molto probabile che questo alone sia entrato già in contatto con l’alone della nostra galassia, forse un primissimo, timido contatto ed un primo passo verso quella fusione galattica che dovrebbe completarsi solo tra qualche miliardo di anni.

Aloni galattici molto importanti

Come spiega Samantha Berek, ricercatrice dell’Università di Yale di New Haven, una delle autrici dello studio, la comprensione degli aloni che circondano le galassie è molto importante in quanto si tratta di un serbatoio che contiene il “carburante ” per la formazione delle stesse stelle e che contiene anche i deflussi di ciò che viene emesso dalle supernove.
Non si tratta dunque di un’area poco interessante ma di una parte, benché esterna e molto periferica, che contiene molti indizi riguardanti l’evoluzione stessa della galassia e le sue caratteristiche.

Alone più complesso di quanto pensato

Inoltre questo studio mostra che il “guscio interno” di questo alone, che nella galassia di Andromeda si estende per circa mezzo milioni di anni luce, risulta molto più dinamico e complicato di quanto pensato in precedenza, come spiega Nicolas Lehner dell’Università di Notre Dame, Indiana: “Il guscio esterno è più liscio e caldo. Questa differenza è probabilmente il risultato dell’impatto dell’attività delle supernovae nel disco della galassia che influenza più direttamente l’alone interno”.
Infatti in questo alone gassoso i ricercatori hanno trovato vari elementi pesanti che sono quelli che nascono all’interno delle stelle poi vengono espulsi a grossa velocità a seguito delle esplosioni cosmiche note come supernovae. L’alone, quindi, contiene le tracce di queste immense esplosioni.

Analisi di 43 quasar

I ricercatori hanno calcolato che se l’alone gassoso di Andromeda fosse visibile ad occhio nudo (come lo è la galassia stessa che appare come una sorta di piccolo sigaro luminoso nel cielo, condizioni ambientali permettendo) risulterebbe l’oggetto più grande del cielo notturno.
Per esaminare l’alone intorno Andromeda i ricercatori hanno analizzato 43 quasar, sostanzialmente buchi neri supermassicci brillanti perché stanno acquisendo materiali dai loro dintorni situati al centro di galassie che si trovano molto oltre Andromeda.
Questi quasar sparsi dietro la galassia hanno consentito ai ricercatori di sondare la loro luce ultravioletta assorbita dall’alone di Andromeda e hanno acquisito così varie informazioni. Questa tecnica è stata messa in atto grazie allo spettrografo Cosmic Origins (COS) di Hubble.

Aloni di altre galassie?

Gli scienziati pensano che anche la via Lattea abbia un alone simile ma intercettarlo è praticamente impossibile in quanto ci troviamo all’interno della galassia stessa. In futuro forse sarà possibile, con i nuovi telescopi spaziali molto più sensibili di Hubble, studiare però gli aloni galattici delle altre galassie del Gruppo Locale (circa una trentina).

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook