Galassie lontanissime e vecchissime nascoste dietro la polvere scoperte da astronomi

I ricercatori hanno sondato le galassie "primordiali", quelle più lontane che possiamo osservare, concentrandosi su alcune del tutto nascoste dalla polvere cosmica (credito: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), NASA/ESA Hubble Space Telescope)

Una delle note positive relative alla velocità della luce per quanto riguarda l’osservazione del cosmo sta nel fatto che anche la luce, seppur velocissima, ha un limite. Dato che già da qualche anno abbiamo telescopi molto potenti che ci permettono di osservare a miliardi di anni luce di distanza (un’era iniziata con il telescopio spaziale Hubble), questa caratteristica della luce ci permette di osservare il cosiddetto “universo primordiale”.

Astronomi si sono concentrati su 40 galassie dell’alba cosmica

È quello che hanno fatto i ricercatori nel contesto del programma REBELS (Reionization-Era Bright Emission Line Survey). Utilizzando i dati raccolti dal telescopio ALMA (Large Millimeter/submillimeter Array) di Atacama i ricercatori hanno sondato la presenza di galassie a distanze lunghissime sulle lunghezze d’onda submillimetriche.
Si sono concentrati in particolare su 40 galassie dell’alba cosmica notando, in un paio di casi, un’emissione molto forte di polvere e di carbonio ionizzato.

Emissioni “inaspettate” da due lontane galassie

Non riuscendo a rilevare emissioni da questi punti nell’ultravioletto, Yoshinobu Fudamoto dell’Istituto di ricerca per la scienza e l’ingegneria dell’Università Waseda, Giappone, e colleghi hanno voluto approfondire la questione scoprendo emissioni definite come “inaspettate”, nel comunicato emesso dalla stessa Università giapponese, da due galassie mai individuate prima.
Si tratta di galassie che, per il momento, non risultano visibili né sulla lunghezza d’onda dell’ultravioletto né su quella della luce visibile.

Galassie sono del tutto oscurate dalla polvere cosmica

Secondo i ricercatori la cosa si può spiegare nel fatto che le due galassie sono del tutto oscurate dalla polvere cosmica. Una delle due galassie individuate è la galassia osculata dalla polvere più lontana mai individuata fino ad ora.
Si tratta di galassie lontanissime e vecchissime. I ricercatori calcolano che si sono formate circa 13 miliardi di anni fa, praticamente poco dopo il Big Bang. Forse oggi, nel nostro presente, probabilmente non esistono neanche più o si sono già fuse da miliardi di anni, più volte, con altre galassie formandone di nuove.
I ricercatori, però, non credo che si tratti di galassie rare: semplicemente non riusciamo a scoprirle perché sono quasi sempre oscurate dalla polvere.

Censimento delle galassie “primordiali” dovrebbe ricevere più attenzione

Anzi, i ricercatori sono convinti che il censimento che abbiamo realizzato fino ad ora delle galassie “primordiali” sia molto incompleto e ulteriori studi e approfondimenti andrebbero eseguiti. A tal proposito dovrebbe rivelarsi molto utile il telescopio James Webb che sarà lanciato tra qualche settimana.
Come spiega Pascal Oesch, astronomo dell’Università di Ginevra, utilizzando sia il James Webb che il telescopio ALMA dovremmo arrivare ad un censimento delle primissime galassie molto più completo, in particolare di quelle che attualmente non possiamo vedere, soprattutto alla lunghezza d’onda della luce visibile, proprio perché nascoste dietro la polvere.

Note e approfondimenti

  1. Normal, dust-obscured galaxies in the epoch of reionization | Nature (IA) (DOI: 10.1038/s41586-021-03846-z)

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