Ghiaccio artico che si scioglie pericoloso anche perché trasporta inquinanti in altre regioni

Tra i pericoli che possono seguire allo scioglimento dei ghiacci artici non c’è solo l’innalzamento dei livelli globali dei mari ma anche quello di una maggiore propagazione di elementi inquinanti quali microplastiche e petrolio in regioni sempre più ampie. È quanto rileva un nuovo studio pubblicato sulla rivista Earth’s Future prodotto da ricercatori dell’Università del Colorado a Boulder.

I ricercatori prevedono che entro il 2050, il tempo medio che il ghiaccio marino impiega per viaggiare da una regione all’altra diminuirà più della metà. Questo significa che la quantità di ghiaccio marino che viaggerà per le zone marine dell’Artico, come quelle al largo di Russia, Norvegia, Stati Uniti e Canada, sarà più che triplicata.

Alla fine si otterrà un innalzamento della quantità di inquinanti nelle acque artiche e ciò è un pericolo, come spiegano i ricercatori, in quanto questi contaminanti presenti nel ghiaccio congelato possono viaggiare molto più lontano degli inquinanti che si trovano in acque libere e che possono contare solo sulle correnti marine per spostarsi.

Inoltre le masse di ghiaccio galleggianti dell’Artico si stanno facendo sempre più sottili e quindi sempre più agili e in grado di viaggiare per distanze sempre più lunghe.
I risultati di questo studio comportano “che esiste un potenziale maggiore per il ghiaccio marino di trasportare rapidamente tutti i tipi di materiali, dalle alghe al petrolio”, spiega Patricia De Repentigny, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Atmosferiche e Oceaniche.

“Questo ha diverse implicazioni”, riferisce ancora la ricercatrice. “Chi è responsabile per i contaminanti e i materiali che si sciolgono nell’Artico centrale o vengono esportati dall’Artico centrale in diversi paesi? Non è più solo una questione nazionale.”

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