Ghiaccio fresco individuato nell’emisfero settentrionale di Encelado

Alcune delle immagini realizzate con i dati raccolti all'infrarosso dalla sonda Cassini della NASA (credito: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/LPG/CNRS/University of Nantes/Space Science Institute)
Alcune delle immagini realizzate con i dati raccolti all’infrarosso dalla sonda Cassini della NASA (credito: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/LPG/CNRS/University of Nantes/Space Science Institute)

Un team di scienziati ha utilizzato i dati raccolti dalla sonda della NASA Cassini nel corso dei 13 anni della sua missione esplorativa del sistema di Saturno per realizzare nuove immagini e una nuova mappa di Encelado, una delle lune ghiacciate di Saturno.
Si tratta delle immagini ad infrarossi più dettagliate mai prodotte per quanto riguarda Encelado e tra le informazioni che queste immagini hanno portato ai ricercatori c’è quella relativa al fatto che nell’emisfero settentrionale potrebbero esserci grandi quantità di ghiaccio.
I dati sono stati raccolti dallo spettrometro VIMS (Visible and Infrared Mapping Spectrometer) della sonda Cassini. I dati raccolti dalla sonda non si sono limitate alla luna Encelado ma si sono anche concentrati su Saturno stesso, sui suoi anelli e sulle 10 lune ghiacciate principali.

Ritornando al Encelado, già nel 2005 i ricercatori avevano scoperto i suoi enormi pennacchi fatti sostanzialmente di ghiaccio e di vapore acqueo che fuoriescono da quello che probabilmente è un oceano che si trova sotto la crosta ghiacciato superficiale. Con questi nuovi dati e con la mappa spettrale all’infrarosso è stato possibile confermare questa tipologia di attività geologica in particolare nei pressi del polo sud. Qui infatti è presente una sorta di “striscia di tigre”, uno squarcio il ghiaccio da cui esce vapore.
Tuttavia questi stessi dati hanno portato gli scienziati a scoprire lo stesso tipo di attività geologica anche al polo nord. Inoltre gli stessi dati hanno permesso di scoprire che quest’area settentrionale è caratterizzata da uno strato di ghiaccio fresco.

“L’infrarosso ci mostra che la superficie del polo sud è giovane, il che non è una sorpresa perché sapevamo dei getti che esplodono materiale ghiacciato lì”, spiega Gabriel Tobie, scienziato dell’Università di Nantes, in Francia, ed uno degli autori dello studio secondo il quale l’area settentrionale di Encelado era molto attiva non molto tempo fa.
Encelado diventa dunque sempre più interessante dopo che già nell’ottobre del 2019 un team di ricercatori aveva trovato delle tracce di composti organici proprio nei pennacchi che fuoriescono dalla superficie.

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