Già quasi 100.000 anni fa umani bruciavano intere foreste per i propri bisogni

Mappa della regione, geologia e siti di scavo (credito: DOI: 10.1126/sciadv.abf9776a | Science Advances)

L’essere umano ha cominciato a cambiare gli ecosistemi dove viveva molto presto, ben prima dell’inizio della storia scritta così come la conosciamo. La conferma arriva da un nuovo studio pubblicato su Science advance. Si tratta di una ricerca che si basa sulle analisi di diversi manufatti di pietra alcuni dei quali risalenti fino a 92.000 anni fa. La stessa ricerca si basa inoltre su diversi dati paleoambientali relativi alle aree settentrionali del lago Malawi, nell’Africa orientale. Lo studio è stato guidato dalla paleoantropologa Jessica Thompson che ha collaborato con 27 colleghi provenienti da vari istituti degli Stati Uniti e di altre aree del mondo.[1]

Secondo la ricercatrice si tratta della prima prova relativa al fatto che gli esseri umani riuscivano a trasformare in maniera radicale gli ecosistemi con il fuoco già decine di migliaia di anni fa. Le prove che la ricercatrice e i suoi colleghi hanno trovato, infatti, risalgono al tardo pleistocene, uno periodo durante il quale, evidentemente, gli esseri umani stavano cominciando ad imparare ad utilizzare il fuoco in modi nuovi. In questo caso, infatti, i ricercatori hanno scoperto che gli esseri umani di quest’area africana erano soliti bruciare gli alberi delle foreste, probabilmente per ottenere pianure o boschi più diradati.

Utilizzando i dati ambientali dell’epoca e i dati relativi all’analisi di polline e carbone depositatisi sul fondo del lago, infatti, i ricercatori hanno confermato che i livelli dell’acqua del lago hanno oscillato in maniera drastica nel corso dei secoli e, 85.000 anni fa, ci fu uno dei periodi più secchi della sua storia. Durante questo periodo, infatti, il lago si ridusse a due piccoli specchi d’acqua.
I ricercatori hanno scoperto un picco nell’accumulo di carbone verificatosi prima di un netto appiattimento della ricchezza della biodiversità della regione, intesa come numero di specie distinte che vi vivevano.

Inoltre hanno notato una diversa composizione del polline cosa che suggerisce che un ambiente fatto da alberi di foreste dense e strutturalmente complesse fu sostituito da uno fatto da piante diverse, di quelle che possono affrontare meglio gli incendi e in generale i fattori ambientali.
Ciò assolto suggerisce che gli esseri umani, molto probabilmente, hanno manipolato fortemente l’ecosistema intorno al lago con il fuoco. Si tratta di modifiche ambientali che possono essere associate probabilmente ad agricoltori e a pastori i quali, evidentemente, necessitavano di aree più aperte per i propri bisogni.

Secondo i ricercatori questi incendi potrebbero essere stati causati anche dai cacciatori per produrre un habitat più favorevole alla stessa caccia oppure gli stessi incendi potrebbero essersi estesi in maniera incontrollata a causa del numero sempre più grande di soggetti che utilizzavano il fuoco, tramite carburanti di varia natura, per ottenere calore, per cucinare o anche solo per socializzare.
In ogni caso si tratta di incendi provocati dall’attività umana, incendi che hanno cambiato interi paesaggi così come d’altronde avviene ancora oggi.

Note e approfondimenti

  1. Study offers earliest evidence of humans changing ecosystems with fire | YaleNews (IA)
  2. Early human impacts and ecosystem reorganization in southern-central Africa | Science Advances (IA) (DOI: 10.1126/sciadv.abf9776)

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