Giappone già pensa al 6G e vuole introdurlo intorno al 2030

Una nuova strategia globale per sviluppare le nuove future reti di comunicazione wireless basate sul 6G: è questo il proposito annunciato dal governo giapponese in una dichiarazione rilasciata martedì, poi ripresa dal Japan Times (Vedi il link in basso).
Le istituzioni giapponesi prevedono di introdurre il 6G nei primi anni 2030 dopo che gli stessi servizi 5G si saranno diffusi ormai in pianta stabile nel paese e, si pensa, in tutto il globo.

Proprio per questa primavera sono stati organizzati simposi e conferenze (la prima dovrebbe tenersi lunedì) per discutere sullo sviluppo tecnologico di questa nuova tipologia di connessione e su eventuali nuove politiche di utilizzo, come dichiara lo stesso Ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni.
Si tratta di “rafforzare la competitività internazionale del Giappone”, come ha specificato chiaramente il ministro Sanae Takaichi nel corso di una conferenza stampa.

Per quanto riguarda il 5G, è opinione generale che il Giappone sia rimasto indietro rispetto alla Corea del Sud e alla Cina, ma anche rispetto agli Stati Uniti, almeno per quanto riguarda il lancio dei servizi commerciali. Concentrarsi, dunque, già da ora su una tecnologia superiore potrebbe permettere di recuperare il ritardo e di far sì che il paese possa trovarsi pronto, nel corso degli anni 2030, per una diffusione mirata della nuovo protocollo nel paese.

Le reti 6G permetteranno una velocità ben maggiore di quella 5G (che di per sé è già di gran lunga migliore rispetto al 4G) e permetterà connessioni con molti più dispositivi in contemporanea nonché nuove applicazioni wireless probabilmente al momento neanche prevedibili.
Inoltre si prevede che il 6G possa risultare molto più sicuro rispetto al 5G e possa permettere un consumo energetico ridotto, cosa molto importante soprattutto per i dispositivi mobili e gli smartphone.

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