Gigantesca rete di sensori sottomarini rileverà neutrini provenienti dallo spazio

La gigantesca rete di sensori sottomarini servirà per rilevare i neutrini che attraverseranno l'intera Terra (credito: Curtin University)

Un grande telescopio posto sul fondo del mare per studiare meglio i raggi provenienti lo spazio: è questa l’idea che stanno cercando di mettere in pratica i ricercatori della Curtin University che intendono rilevare i neutrini.
L’acqua risulterà infatti necessaria proprio per rilevare gli stessi neutrini in quanto questi ultimi emetteranno una debole luce, poi rilevabile dai sensori, quando entreranno in contatto con l’acqua.

Come specifica Clancy James, ricercatore della Curtin e dell’International Center for Radio Astronomy Research (ICRAR), “I neutrini interagiscono molto raramente, tuttavia quando un neutrino colpisce l’acqua genera luce, che il telescopio KM3NeT è in grado di rilevare”.
La rete di sensori, denominata KM3NeT (Cubic Kilometre Neutrino Telescope), andrà ad occupare più di un chilometro cubo di acqua al largo della Sicilia sud-orientale e sarà composto da centinaia di linee di rilevamento verticali ancorate al fondo del mare e tenute in posizione da varie boe.

Le linee di rilevamento saranno bombardate da miliardi di particelle diverse ma solo neutrini riusciranno a passare attraverso il volume composto dall’intera Terra. I rilevatori saranno infatti dilazionati verso il fondo e non verso la superficie del mare e dovranno rilevare interazioni tra i neutrini debolissime, quasi come rilevare la luce di una lampadina Sydney vista da Perth (quasi 4000 km di distanza).

I rilevatori dovranno infatti registrare i debolissimi bagliori prodotti dall’interazione dei neutrini con l’acqua del mare. Se il progetto dovesse avere successo, questo metodo aprirà un nuovo capitolo per quanto riguarda lo studio della fisica delle particelle e in generale la natura del nostro universo.

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