Giovani che non credono in Dio sono sempre di più secondo studio australiano

Lo schema mostra la percentuale di studenti che, tra il 1986 e il 2017, scelgono una delle quattro opzioni in relazione all'evoluzione umana: (1) gli umani sono stati creati da Dio negli ultimi 10.000 anni (verde); (2) gli umani si sono evoluti per milioni di anni con l'intero processo guidato da Dio (blu); (3) gli umani si sono evoluti nel corso di milioni di anni ma Dio non ha avuto parte in questo processo (rosso); oppure (4) sono incerti su ciò che pensano (giallo). (credito: University of New South Wales)

Sono sempre di meno i ragazzi che credono in un Dio quale creatore dell’umanità secondo uno studio che ha preso in esame le opinioni dei giovani studenti universitari australiani. Secondo i ricercatori, infatti, l’estensione e il ritmo del declino del livello di credibilità del concetto di creazionismo aumentano sempre di più, almeno tra i ragazzi universitari australiani.

L’analisi ha preso infatti in esame le opinioni degli studenti di una università australiana, valutate di anno in anno, espresse dagli stessi nel corso degli ultimi 32 anni.
Se nel 1986, per esempio, la prospettiva riguardo ad un dio quale causa ultima o come creatore del cosmo e dell’intera umanità era l’opinione della maggioranza, nel corso del 2017 rappresentava di gran lunga la minoranza.

Allo stesso tempo e parallelamente, la convinzione che gli esseri umani si siano evoluti senza alcun intervento divino è ammantata rapidamente sempre di più.
Nello specifico, nel 1986 il 60% degli studenti australiani del primo anno dell’UNSW di Sydney credeva che un Dio avesse qualcosa a che fare con l’origine degli esseri umani; nel 2017 a credere in questo era solo il 29%.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Evolution: Education and Outreach e l’autore principale dello studio è stato Michael Archer, docente presso la Scuola di Scienze Biologiche, Terrestri e Ambientali della UNSW.

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