Giudice USA blocca pubblicazione on-line di schemi per stampare pistole 3D

Un giudice statunitense è riuscito a ottenere, direttamente dall’amministrazione Trump, il permesso di bloccare una compagnia texana che aveva annunciato di rendere disponibili on-line gli schemi per realizzare pistole 3D non rintracciabili.
L’azienda, nello specifico la Defense Distributed di Austin, ha dunque ricevuto un ordine restrittivo dal tribunale, ordine che durerà fino a quando il caso non sarà definitivamente risolto.

In effetti non esiste ancora legislazione in America, men che meno in Europa, riguardo alla pubblicazione on-line, sotto forma di file digitali, di schemi per realizzare armi, perlopiù di materiale plastico, tramite, ovviamente, stampanti 3D.
Secondo Robert Lasnik, giudice distrettuale degli Stati Uniti, estensore dell’ordine restrittivo, “È la natura irrintracciabile e non rilevabile di queste piccole armi da fuoco che rappresenta un pericolo unico”,

Un avvocato del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha obiettato contro l’ingiunzione affermando che esiste già una legge che vieta il possesso di pistole di plastica 3D (nello specifico c’è una legge che vieta di possedere qualsiasi arma da fuoco che non possa essere rilevata da un metal-detector) ma secondo il giudice ciò non era abbastanza e si doveva vietare anche la pubblicazione degli schemi per costruirle.

Tuttavia la questione secondo cui chi possiede una pistola stampata in 3D debba essere equiparato, a livello legale, a chi possiede una pistola vera e propria verte ancora su ampie discussioni.

Fonti e approfondimenti



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