Gli effetti della gravità degli esopianeti sull’abilità locomotoria umana

Quando si parla di esopianeti abitabili si pendono in considerazione vari parametri e uno di quelli di cui si parla meno è l’effetto della gravità che un determinato pianeta abitabile può avere sul corpo degli esseri umani.
Come sappiamo, i nostri corpi si sono evoluti, così come quelli della maggior parte degli esseri viventi, per sopportare la gravità della Terra ed agire in maniera simbiotica con essa per sopravvivere e riprodursi.

Un nuovo studio, apparso su arXiv, sopperisce in parte a questa relativa mancanza. Prodotto da Nikola Poljak, Dora Klindzic e Mateo Kruljac, la ricerca si sofferma infatti sui limiti che la gravità di eventuali esopianeti abitabili, in un lontano futuro colonizzati dagli esseri umani, potrebbe avere proprio sul corpo degli umani.

Lo studio prende in considerazione i limiti in relazione allo scheletro umano e ai muscoli che dovrebbero essere in grado di sollevare il corpo da terra, facendolo spostare e dunque camminando, anche in condizioni di gravità maggiore (la maggior parte degli esopianeti individuati nelle fasce abitabili risultano infatti più grossi e massicci della Terra e quindi con una forza di gravità maggiore).

I ricercatori concludono che il sistema muscolo-scheletrico umano è adatto per lo più la gravità terrestre e avrebbe molte difficoltà a funzionare in condizioni gravitazionali diverse, nello specifico quando vi è una forza di gravità maggiore, e quindi sulle cosiddette “superterre”.

Un buon allenamento fisico, tuttavia, potrebbe quadruplicare la forza dei muscoli umani consentendo di aumentare il limite sopportabile fino a 3-4 volte il livello di gravità sulla Terra. Ciò restringe di non poco la gamma dei pianeti potenzialmente adatti alla vita e adatti anche ad essere viventi quali gli esseri umani.
Lo studio non prende però in considerazione l’eventuale utilizzo di esoscheletri elettromeccanici che potrebbero supportare il movimento del corpo.

Fonti e approfondimenti



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