Gli oceani stanno perdendo la memoria

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I cambiamenti relativi alle temperature in generale alle condizioni ambientali degli oceani accadono molto più lentamente rispetto a quelli delle temperature atmosferiche. Questa persistenza delle condizioni marine del globo viene descritta come una sorta di “memoria oceanica” in un nuovo comunicato dell’Università delle Hawaii a Manoa che individua anche un netto declino di questa particolare caratteristica dei mari. Il declino della memoria dei mari, spiega il comunicato, aumenterà sempre di più perché le concentrazioni di gas serra continuano ad aumentare.

L’oceano sta sviluppando un’amnesia

Hui Shi, l’autrice principale dello studio e ricercatrice del Farallon Institute di Petaluma, spiega di aver scoperto il fenomeno analizzando e confrontando le temperature delle superfici degli oceani di anno in anno. In questo modo ha costruito una sorta di a “metrica” per la memoria oceanica. È giunta alla conclusione che l’oceano sta sviluppando un’amnesia.

Strato “misto”

Secondo la ricercatrice, infatti, la memoria oceanica può essere collegata allo spessore dello strato posto più in alto dell’oceano. È lo strato “misto”, a sua volta fatto di vari strati. Gli strati misti più profondi sono di solito caratterizzati da un livello di calore maggiore e ciò produce la “memoria oceanica” conferendo agli altri strati una maggiore inerzia termica. Tuttavia la ricercatrice calcola che gli strati misti degli oceani diverranno sempre meno Profondi a causa del riscaldamento globale in corso e ciò andrà a ridurre la memoria oceanica.

Fattori che contribuiscono al declino della memoria oceanica

Ci sono comunque anche altri fattori che contribuiscono al declino della memoria oceanica tra cui le modifiche delle correnti oceaniche e quelle relative allo scambio dell’energia tra l’atmosfera gli stessi oceani. Tuttavia il fattore relativo all’abbassamento della profondità dello strato misto si verifica praticamente in tutto il globo e quindi può essere considerato come una delle cause maggiori, come spiega Robert Jnglin Wills, ricercatore dell’Università di Washington a Seattle e altro autore dello studio.

Aumento delle fluttuazioni casuali della temperatura della superficie marina

I ricercatori inoltre hanno scoperto che lo strato misto, assottigliandosi sempre di più, sta provocando anche un aumento delle fluttuazioni casuali della temperatura della superficie marina. Questi cambiamenti aprono a nuove sfide anche per quanto riguarda la previsione del riscaldamento dei mari, come lascia intendere Fei-Fei Jin, un professore di scienze dell’atmosfera dell’Università delle Hawaii a Manoa e altro autore dello studio.

Previsioni sempre più difficili in futuro

Una memoria oceanica ridotta vuol dire un riscaldamento degli oceani ma anche un quantitativo di tempo per fare le previsioni minore. In sostanza sarà sempre più difficile prevedere i cambiamenti climatici, in particolare le ondate di caldo marine che possono modificare gli ecosistemi oceanici in tutto il mondo, come spiega Michael Jacox, un ricercatore del Southwest Fisheries Science Center della NOAA Fisheries’ a Monterey, California, autore dello studio.

Note e approfondimenti

  1. Global decline in ocean memory over the 21st century (DOI: 10.1126/sciadv.abm3468)

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