Glutammina potrebbe contrastare infiammazioni in persone obese

Secondo ricercatori britannici svedesi la glutammina, un amminoacido che è sintetizzato dal corpo umano ma che può essere ottenuto anche dalla dieta, potrebbe forse aiutare a ridurre l’infiammazione di tessuti adiposi delle persone obese e in generale a ridurre la massa grassa.

La ricerca, svolta da scienziati del Karolinska Institutet, Svezia, e dell’Università di Oxford, dimostra infatti che la glutammina può alterare l’espressione genica in varie tipologie di cellule umane anche se gli stessi ricercatori dichiarano che ulteriori ricerche saranno necessarie per approfondire questo collegamento. Intanto un primo studio è già stato pubblicato su Cell Metabolism.

Tra i principali ruoli che la glutammina ha per il corpo umano c’è soprattutto quello del mantenimento di una buona salute intestinale. In generale, però, può avere anche degli effetti antiinfiammatori sui e globuli bianchi oppure sulle cellule T.
Per questo studio i ricercatori hanno analizzato il tessuto adiposo prelevato dall’addome di 52 donne obese e di 29 donne non obese. I ricercatori notavano che la principale differenza nel confronto dei due gruppi di campioni stava proprio nella glutammina.

Le donne obese, infatti, presentavano livelli più bassi di questo amminoacido nel tessuto adiposo rispetto all’altro gruppo. A loro volta livelli più bassi di glutammina erano collegati a dimensioni più grandi delle cellule del grasso e in generale ad una percentuale di grasso più alta, anche indipendentemente dall’indice di massa corporea.
Di conseguenza ciò mostra che la glutammina potrebbe rivelarsi utile proprio contro l’obesità, come suggerisce lo stesso Mikael Ryden, professore del Dipartimento di Medicina di Huddinge dell’Istituto svedese e autore corrispondente dello studio.

È proprio Ryden a specificare che però ci vogliono ulteriori studi perché già sappiamo, per esempio, che la glutammina ha un ruolo fondamentale nella divisione cellulare e per il metabolismo del cancro. La stessa glutammina, dunque, potrebbe avere effetti collaterali che al momento non conosciamo ancora e dunque, prima di raccomandarla come integratore per l’obesità, andranno effettuate ricerche molto più approfondite.
Intanto però i ricercatori hanno svolto anche esperimenti sui topi e hanno mostrato che i ratti a cui veniva iniettata la glutammina per due settimane mostravano un’infiammazione minore dei tessuti adiposi, livelli di glucosio nel sangue ridotti ed una minore massa magra.

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