Gonorrea, fatta importante scoperta sulla resistenza del batterio agli antibiotici

Neisseria gonorrhoeae nella secrezione uretrale (credito: Microrao, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons)

I trattamenti attualmente esistenti per la gonorrea, un’infezione a trasmissione sessuale causata da un batterio, non sono più efficaci in quanto i ceppi di Neisseria gonorrhoeae risultano sempre più resistenti agli antibiotici.
In un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Biological Chemistry, un team di ricercatori fa una scoperta importante proprio riguardo alla resistenza agli antibiotici di questo batterio.

I ricercatori hanno infatti scoperto che le mutazioni in una particolare proteina risultano molto importanti e sono alla base della resistenza del batterio. Queste mutazioni impediscono i movimenti della proteina, movimenti che favoriscono la formazione del sito di legame dell’antibiotico. Con queste conoscenze forse è possibile sviluppare una nuova strategia o nuovi trattamenti che sconfiggano questi batteri senza far ricorso ad antibiotici.

Il Neisseria gonorrhoeae, infatti, diventa resistente agli antibiotici grazie alle sue interazioni con le cosiddette “specie commensali” del genere Neisseria. Questi batteri diversi, di per sé innocui, si collocano sulle superfici della mucosa, ad esempio quella della gola o del tratto genitale, e sviluppano resistenza una volta esposti agli antibiotici. I batteri commensali poi trasferiscono le sezioni dei propri geni che hanno portato alla resistenza agli antibiotici non solo tra di loro ma anche ai N. gonorrhoeae, i veri batteri responsabili della gonorrea. Questi ultimi, una volta acquisita la resistenza, sfruttano poi per propagarsi di infettare.

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