Grazie a New Horizons analizzato lontanissimo oggetto della Cintura di Kuiper

Grazie ai numerosi dati raccolti dalla sonda della NASA New Horizons, che sta esplorando le periferie più estreme del sistema solare, i ricercatori hanno analizzato 486958 Arrokoth, precedentemente conosciuto anche con il nome informale di Ultima Thule, un grosso asteroide dalla forma molto caratteristica, simile a quella di un arachide, forma dovuta al contatto avvenuto tra un corpo un po’ più grande e uno un può più piccolo.

L’oggetto fu scoperto nel 2014 e nel 2015 fu selezionato per un sorvolo ravvicinato da parte di New Horizons, manovra poi riuscita con successo il 1º gennaio 2019 quando la sonda si avvicinò a questo asteroide bitorzoluto ad una distanza di più di sei miliardi di chilometri dalla Terra.
In più di un anno astronomi ricercatori hanno analizzato i dati raccolti studiando la geologia, la forma, i colori e la composizione di questo strano oggetto ed hanno pubblicato tre diversi studi su Science.

Questi stessi studi si riveleranno poi molto utili per capire come si formano i planetesimi, ossia quei oggetti piccolissimi che diventano prima asteroidi e poi, crescendo grazie all’acquisizione di polveri e materiali in quantità sempre più grandi, pianeti.
Gli scienziati hanno scoperto che questo asteroide è caratterizzato, oltre che da una forma a due lobi collegata, anche da una superficie liscia e da una composizione uniforme.

Sempre grazie ai dati di New Horizons, i ricercatori hanno potuto poi confermare che si tratta di un oggetto “binario a contatto”: un tempo erano due corpi separati che orbitavano l’uno intorno all’altro e che poi si sono avvicinati sempre più fino a quando si sono attaccati l’uno adatto fino a formare la forma ad “arachide” odierna per un corpo dalla lunghezza totale di 35 km.

I ricercatori spiegano che Arrokoth ha assunto questa forma non tramite una collisione violenta ma piuttosto tramite una danza intricata in cui i due oggetti hanno per lungo tempo orbitato uno intorno all’altro lentamente prima di unirsi, come spiega William McKinnon, ricercatore dell’Università di Washington a St. Louis e autore principale di uno degli studi pubblicati su Science.

A supportare la teoria della lenta unione ci sono varie caratteristiche tra cui le forme appiattite di ciascun lobo e la superficie liscia e leggermente caratterizzata che indica che la faccia è rimasta molto ben conservata dalla fine del periodo di formazione.

“Arrokoth ha le caratteristiche fisiche di un corpo che si è unito lentamente, con materiali ‘locali’ nella nebulosa solare”, dichiara Will Grundy, altro autore di uno degli studi. “Un oggetto come Arrokoth non si sarebbe formato, o non avrebbe assunto queste sembianze, in un ambiente di accrescimento più caotico.”

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