Grazie ad intelligenza artificiale identificati numerosi geni collegati ad insufficienza cardiaca

Una nuova scoperta è stata effettuata da ricercatori della Queen Mary University di Londra, una scoperta che potrebbe essere di grosso aiuto per quanto riguarda l’identificazione tempestiva e precoce del rischio di insufficienza cardiaca nelle persone. E anche in questo caso ci mette il suo zampino l’intelligenza artificiale.

I ricercatori hanno infatti utilizzato una tecnica propria dell’intelligenza artificiale per analizzare un grosso quantitativo di immagini di risonanza magnetica del cuore, immagini relative a 17.000 volontari sani di un database britannico.
A seguito delle analisi hanno scoperto che la variazione delle dimensioni e della funzione del ventricolo sinistro del cuore dipendeva da fattori genetici per il 22-39%.

I ricercatori hanno inoltre confermato oppure identificato ex novo 14 regioni del genoma umano e relativi geni fortemente associati alla dimensione e alla funzione del ventricolo sinistro.
È comunque proprio l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in un settore come questo a rappresentare la cosa più importante di questo studio, pubblicato su Circulation , come sottolinea Nay Aung, Uno dei ricercatori impegnati nello studio: “È entusiasmante che le tecniche di intelligenza artificiale all’avanguardia consentano ora la misurazione rapida e accurata delle decine di migliaia di immagini di risonanza magnetica del cuore richieste per gli studi genetici. I risultati aprono la possibilità di una precoce identificazione di pazienti a rischio di insufficienza cardiaca e di nuovi trattamenti mirati”.

Utilizzare in questi frangenti le odierne tecniche di intelligenza artificiale, machine learning su tutte, si rivela utilissimo in quanto analisi del genere, se fatte in maniera classica, avrebbero necessitato di un tempo ben maggiore rispetto alla frazione di tempo di cui ha avuto bisogno il software AI.

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