Guerra nucleare tra USA e Russia: ecco cosa accadrebbe allo strato di ozono

Credito: freepsdgraphics, Pixabay, 6111471

Una guerra nucleare potrebbe cambiare il mondo per decenni anche a livello climatico e un nuovo studio, condotto da Charles Bardeen, scienziato del National Center for Atmospheric Research (NCAR), lo conferma. Il ricercatore ritiene che il fumo generato dagli stessi incendi di una guerra nucleare potrebbe devastare lo strato di ozono e ciò potrebbe mettere in serio pericolo la salute degli esseri umani nonché le scorte alimentari in quanto danneggerebbe anche l’agricoltura.

Nuove tecniche di modellazione del clima

Il ricercatore ha usato nuove tecniche di modellazione del clima al computer per analizzare le interazioni chimiche che potrebbero avvenire nella stratosfera, interazioni che potrebbero a loro volta influenzare i livelli di radiazioni ultraviolette che poi colpiscono la superficie del nostro pianeta.
Questi effetti e non sarebbero locali: non avverrebbero solo nei punti in cui scoppierebbero le bombe atomiche. Sarebbero globali influenzerebbero tutta la popolazione del mondo, spiega Bardeen.

Distruzione durerebbe per almeno 15 anni

Secondo i modelli realizzati dai ricercatori, i fumi degli incendi di una guerra nucleare globale andrebbero a distruggere buona parte dello strato di ozono che c’è nell’atmosfera della distruzione durerebbe per almeno 15 anni con un picco della perdita dell’ozono della 75%. Nel caso invece di una guerra nucleare regionale, il picco della perdita di ozono si abbasserebbe al 25% per la ripresa, in questo caso, verrebbe dopo 12 anni.

Effetto combinato

È il primo studio che calcola l’effetto combinato degli ossidi di azoto, prodotti dalla palla di fuoco dell’esplosione di una bomba nucleare, del riscaldamento stratosferico che ne seguirebbe e dei processi fotochimici sullo strato di ozono stratosferico nonché sul maggior livello di raggi ultravioletti che arriverebbero consequenzialmente sulla superficie.
Diversamente dagli altri studi, condotti fin dagli anni 80 del secolo scorso, sugli effetti di una guerra nucleare globale sull’atmosfera del pianeta, questo prende in considerazione soprattutto gli effetti sullo strato di ozono del fumo della palla di fuoco delle bombe atomiche e degli incendi che ne seguirebbero.

Due scenari

I ricercatori hanno ricreato due scenari: il primo prende in considerazione una guerra nucleare tra India e Pakistan con la produzione di 5 megatoni di fumo. La seconda prende considerazione una guerra nucleare tra Stati Uniti e Russia ed una produzione di 150 megatoni di fumo. Nel secondo caso, ossia nel caso di una guerra nucleare globale, ci sarebbe un’iniezione massiccia di fumo nell’atmosfera con relativo blocco della luce solare e alterazione dei modelli delle precipitazioni. Dopo alcuni anni il fumo comincerebbe a dissiparsi ed è allora che livelli più grandi di radiazione ultravioletta raggiungerebbero la superficie a seguito della distruzione dello strato di ozono prodotta dal fumo.

Cambiamenti avverrebbero velocemente

Secondo Bardeen si tratta di cambiamenti che avverrebbero velocemente e eventuali soluzioni o tentativi di adattamento probabilmente non funzionerebbero, almeno per quanto riguarda la limitazione della quantità di radiazioni ultraviolette che colpirebbero la Terra: “Proprio mentre il fumo si sta diradando, otterresti questa esplosione di raggi UV con impatti completamente diversi sulla salute umana e sull’agricoltura”.

Note e approfondimenti

  1. Extreme Ozone Loss Following Nuclear War Results in Enhanced Surface Ultraviolet Radiation – Bardeen – 2021 – Journal of Geophysical Research: Atmospheres – Wiley Online Library (IA) (DOI: 10.1029/2021JD035079)

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