Herpes simplex usa meccanismo molecolare per eludere sistema immunitario nel cervello

La replicazione del virus dell'herpes simplex (HSV1) nelle sezioni del cervello era fortemente compromessa in assenza dell'attività di de-ubiquitinazione della sua proteina VP1-2 (ΔDUB, riga inferiore), come mostrato qui dal numero ridotto di cellule produttrici di virus (nero). Ciò evidenzia il ruolo di VP1-2 nel sopprimere l'immunità.La replicazione del virus dell'herpes simplex (HSV1) nelle sezioni del cervello era fortemente compromessa in assenza dell'attività di de-ubiquitinazione della sua proteina VP1-2 (ΔDUB, riga inferiore), come mostrato qui dal numero ridotto di cellule produttrici di virus (nero). Ciò evidenzia il ruolo di VP1-2 nel sopprimere l'immunità (credito: Bodda et al. 2020)

Un meccanismo che agisce a livello molecolare per aiutare l’herpes simplex virus (HSV1) ad infettare il cervello è stato scoperto da un team di ricercatori dell’Università di Aarhus, dell’Università di Oxford e dell’Università di Göteborg, guidato da Chiranjeevi Bodda, primo autore dello studio pubblicato sul Journal of Experimental Medicine.

Questo virus può infettare le cellule epiteliali e può diffondersi dai nervi periferici fino al sistema nervoso centrale per giungere poi nel cervello. Qui può causare un’encefalite e una malattia relativamente rara ma con un’alta mortalità se non trattata in tempo. Nella maggior parte dei casi, in ogni caso, il sistema immunitario previene da solo l’infezione cerebrale ma in alcuni casi il virus può eludere questi sistemi di difesa e infettare il cervello.

Il virus attiva gli stimolatori di geni interferone (STING), un meccanismo di difesa del sistema immunitario, nel corso dell’infezione e lo STING a sua volta innesca diverse azioni cellulari per combattere l’invasione. Tra queste azioni c’è anche la produzione di citochine come l’interferone di tipo I (IFN).
Come spiega Bodda, come l’HSV1 riesce a superare le disposte dell’IFN di tipo I nel cervello non era mai stato compreso. I ricercatori hanno dunque eseguito esperimenti su cellule cerebrali dei topi in coltura scoprendo un gene del virus, denominato VP1-2, che, una volta mutato, sembrava sopprimere l’immunità.

Al gene mutato mancava infatti la sua capacità di una modifica post-traduzionale denominata ubiquitina.
“Il nostro studio mostra che HSV1 ha come obiettivo l’ubiquitinazione di STING nel cervello per promuovere l’infezione virale e la potenziale progressione verso l’encefalite da herpes simplex”, spiega ancora Bodda. “Un farmaco che inibisce la capacità del virus di rimuovere l’ubiquitina potrebbe consentire alle cellule cerebrali di innescare un’efficace risposta antivirale contro l’HSV1. Ciò potrebbe favorire in particolare i pazienti immunocompromessi con grave infezione cerebrale da HSV1, in particolare nei casi che sono resistenti al trattamento standard con aciclovir.”

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