HIV nascosto nelle cellule può ora essere misurato con precisione

Questa cellula umana (blu) è sotto attacco da HIV (giallo). anche dopo il trattamento, il virus continua ad annidarsi nel corpo in una forma latente che è difficile da rilevare (credito: Seth Pincus, Elizabeth Fischer, and Austin Athman; NIAID, NIH. CC BY-NC 2.0)

C’è una forma del virus dell’HIV che riesce a nascondersi nelle cellule umane restando sostanzialmente non rilevabile. Questa forma può resistere anche alle terapie più note.
Un gruppo di ricerca capitanato da Robert Siliciano, ricercatore dell’Howard Hughes Medical Institute, in uno studio pubblicato su Nature promette però di poter misurare quanta parte effettiva di questa forma virale si può nascondere nel corpo umano. Questa informazione si può rivelare cruciale per quanto riguarda l’ideazione di nuovi trattamenti proprio per questa forma del virus.

Determinare la quantità di questa forma di HIV non è stato mai facile: il rischio è quello di sovrastimare e calcolare quantità che possono essere da 10 a 100 volte superiori alla quantità reale. Ciò potenzialmente oscura i cali significativi prodotti dalle terapie sperimentali. Ottime terapie, per farla breve, potrebbero invece apparire inutili o poco convenienti semplicemente perché non si è in grado di capire la quantità di HIV con precisione.

Non si tratta naturalmente di una cura per l’AIDS, come gli stessi ricercatori sottolineano, ma si tratta di un metodo che può risultare molto utile per le terapie che attualmente si utilizzano e che coinvolgono perlopiù combinazioni di farmaci antiretrovirali. Questi farmaci non fanno altro che inibire determinati stadi specifici del ciclo di vita dell’HIV, cosa che allevia i sintomi di pazienti mantenendoli sani anche per decenni ma che non elimina il virus dal corpo che può rimanere latente per altrettanti anni.
Questo perché alcune specifiche cellule del corpo umano memorizzano le istruzioni degli agenti infettivi una volta che sono state infettate.

Questo significa che i virus possono tornare attivi una volta che le cellule si sono “risvegliate” grazie a questo DNA virale presente al loro interno. La maggior parte di questi modelli è comunque innocua e quando si va a stimare il numero delle cellule infette, la stima è sempre più alta di quella effettiva.
Il nuovo metodo di Siliciano è in grado di distinguere tra modelli virali difettosi e modelli intatti: in questo modo si può verificare più facilmente se un determinato farmaco o un determinato cocktail di farmaci sta veramente influenzando i modelli intatti di istruzioni nascoste per il risveglio dell’HIV.

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