HIV, ricercatori scoprono come virus crea propria “armatura”

I virus dell'HIV (in verde) formano delle armature denominate capsidi per proteggersi (credito: C. Goldsmith/CDC)

È definito come uno “studio rivoluzionario” quello pubblicato su Science Advances riguardante le modalità con le quali il virus HIV-1 costruisce il proprio capside. Quest’ultimo è uno strato di proteine che fa da vera e propria “armatura” e che protegge il virus e gli permette di diffondersi più agevolmente.
Nel caso del virus HIV, quest’ultimo usa una piccola molecola denominata IP6. Per comprendere con precisione le modalità con le quali il virus HIV usa questa molecola per costruire la propria armatura, negli anni passati i ricercatori hanno svolto molti esperimenti in laboratorio, anche tentando di ricreare capsidi stabili. Tuttavia i successi non sono stati moltissimi in tal senso.

Come spiega Alvin Yu, uno degli autori principali dello studio, l’HIV costruisce un capside particolare che ha una forma conica chiusa da un lato per contenere il materiale genetico virale. Questo capside è perlopiù costituito da nuclei proteici composti di sei subunità (esameri) ma ci sono particolari punti del capside stesso che sono costituiti invece da cinque subunità proteiche (pentameri).
Senza questi “difetti” nel reticolo, parte del capside dell’HIV sarebbe aperto su entrambe le estremità, cosa non di certo favorevole per proteggere il materiale genetico.

In questo studio i ricercatori hanno dimostrato che la molecola IP6 è capace di legarsi sia agli esameri che ai pentameri affinché il capside possa ottenere la particolare forma e che tende preferenzialmente a legarsi ai 12 pentameri totali del capside, nonostante gli esameri siano molti di più.
Secondo i ricercatori sarebbe proprio questa la chiave per creare la forma unica di quest’ultimo. Per fare queste scoperte hanno usato un computer altamente specializzato denominato Anton grazie al quale è possibile simulare in maniera molto precisa queste dinamiche molecolari.

Apparentemente potrebbe sembrare un piccolo passo avanti ma in realtà anche le più piccole nozioni che otteniamo riguardo alla comprensione di questi meccanismi molecolari assolutamente necessari per il virus per proteggersi e diffondersi all’interno del corpo umano sono molto importanti perché aiutano a creare una comprensione più profonda dell’intera modalità di infezione del virus dell’HIV.
“La stabilità del capside è essenziale affinché il virus possa trasmettere il suo carico utile nelle cellule ospiti. Capire come modulare la stabilità del capside, potrebbe portare a un nuovo percorso per gli inibitori per distruggere il virus”, spiega Yu.

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