
La breakdance, una forma d’arte radicata nel Bronx, è salita sulla scena mondiale, debuttando alle Olimpiadi di Parigi del 2024. Ballerini di strada da tutto il mondo, tra cui un membro del Refugee Olympic Team, sono pronti a competere in questo sport dinamico e fisicamente impegnativo. Secondo un articolo pubblicato su The Conversation[1] , i ballerini di breakdance eseguono mosse mozzafiato che mettono alla prova i limiti del corpo umano, evitando in modo sorprendente gli infortuni. Lo sport, caratterizzato dalla sua improvvisazione e versatilità, richiede ai ballerini una forza e un controllo del corpo eccezionali, soprattutto per mosse come l’headspin.
La rotazione della testa e la sua biomeccanica
Uno dei movimenti più iconici della breakdance è l’headspin, in cui i ballerini ruotano sulla testa, sfidando ciò che sembra fisicamente possibile. Questo movimento, secondo l’articolo, si basa sui principi della fisica, in particolare sulla conservazione del momento angolare. Mantenendo un busto rigido e impilandolo verticalmente sulla testa, i ballerini riducono al minimo il rischio di lesioni al collo. La loro capacità di modulare la velocità e mantenere l’equilibrio regolando le braccia e le gambe è fondamentale per eseguire questo movimento complesso.
Le richieste fisiche e i rischi
Nonostante la natura impressionante della breakdance, l’articolo evidenzia il prezzo che questa comporta per i ballerini. I breakers spesso soffrono di notevoli tensioni al collo e quasi la metà lamenta dolori cronici al collo. La ricerca indica che, sebbene non abbiano una flessibilità del collo maggiore rispetto ad altri, possiedono muscoli del collo notevolmente più forti, il che è fondamentale per eseguire gli headspin. Il termine “break-dancing neck” è stato coniato negli anni ’80 per descrivere le lesioni del midollo spinale specifiche di questo sport.

