I coralli si stanno preparando ad una nuova estinzione di massa

Un interessante studio pubblicato su Scientific Reports mostra che i coralli pietrosi, specie di coralli molto importanti perché forniscono alimenti e ripari a moltissime specie marine oceaniche, si stanno santamente preparando ad un importante evento di estinzione.
I ricercatori hanno infatti scoperto che questi coralli stanno cominciando a mostrare una serie di caratteristiche, in relazione ai tentativi di sopravvivere, che corrispondono alle stesse caratteristiche che sembrano essere occorse poco prima della loro ultima grande estinzione di massa, avvenuta 66 milioni di anni fa.

I ricercatori hanno rintracciato queste caratteristiche antiche grazie alle analisi dei fossili che questi coralli hanno lasciato nei mari. Confrontando questi fossili con i dati inseriti nella lista rossa della International Union for Conservation of Nature (IUCN), un database con diverse informazioni sullo stato di conservazione di diverse specie animali, compresi i coralli, i ricercatori hanno trovato risposte inquietanti.

David Gruber, biologo marino di Graduate Center, CUNY e Baruch College, afferma chiaramente che sembra che i coralli si stiano preparando ad evitare una nuova estinzione di massa.
L’ultima estinzione avviene 66 milioni di anni fa, nel periodo che seguì all’impatto dell’asteroide e della scomparsa, tra gli altri, anche di dinosauri.

I coralli sembrano oggi, così come in quel periodo, affrontare una diminuzione del 18% delle colonie, una diminuzione del 18% nella fotosimbiosi e una riduzione del12% nell’occupazione degli habitat poco profondi.
Inoltre hanno notato che i coralli stanno crescendo più lentamente, il che è una selezione evolutiva che aumenta le possibilità di sopravvivenza. Tutte caratteristiche simili a quelle riscontrate nei fossili di quel periodo.

Gli scienziati credono che il tempo di recupero, a seguito di un’estinzione, dei coralli sarà di 2-10 milioni di anni. Tuttavia i coralli che sopravviveranno non saranno come quelli che conosciamo oggi: non potranno “costruire” scogliere come quelle delle barriere coralline ma saranno piccoli, vivranno in colonie piccole e a crescita lenta e vivranno più in profondità, come spiega Gal Dishon, biologo marino dell’Università della California e primo autore dello studio.
“I coralli sono un gruppo così sensibile di creature marine, sono essenzialmente il canarino nella miniera di carbone”, dichiara Gruber.

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