I kookaburra stanno conquistando la Tasmania e decimando specie autoctone

I kookaburra, uccelli di stazza media del genere Dacelo, starebbero conquistando la Tasmania secondo nuovi report. Come rilevano i ricercatori, probabilmente le condizioni più asciutte, i periodi di siccità più prolungati e piogge ridotte stanno contribuendo ad una diffusione anomala di questo uccello che una volta era considerata molto raro in quest’area.

Questi uccelli dal caratteristico, e per molti fastidioso, verso stridulo che assomiglia ad una risata umana furono infatti introdotti in Tasmania dalla terraferma all’inizio del XX secolo, dopo che si erano relativamente diffusi in Australia.
Secondo quanto spiega sul sito della ABC australiana la ricercatrice Sally Bryant dell’organizzazione Tasmania Land Conservancy, la proliferazione dei kookaburra sta facendo sorgere preoccupazioni per quanto riguarda il loro potenziale impatto sulle altre specie autoctone della Tasmania.

Il fatto è che questo uccello sembra non aver paura di nulla e si sta rivelando sempre più di un predatore formidabile. Formano delle colonie molto affiatate occupando qualsiasi cavità naturale e ciò significa che ci sono sempre meno possibilità di nidificare per altre specie di uccelli.
Si rivelano ad ogni modo molto adattabili, anche in paesaggi semi urbani, e sembrano non conseguire molti danni anche quando si verificano incendi boschivi o gravi perturbazioni della natura. Molto spesso sono le prime specie a rientrare in una zona disboscata da un incendio.

Attualmente sono ancora pochissime le ricerche che hanno determinato l’esatto tasso dell’aumento e della diffusione di questa specie di uccello nella Tasmania ma i ricercatori sembrano già essere sicuri che abbia avuto una forte impatto su quelle che sono le loro prede principali, rane, lucertole, piccoli roditori e piccoli serpenti.
Non disdegnano, tuttavia, sbranare pulcini di altre specie di uccelli che letteralmente rapiscono dai nidi. E non hanno paura neanche degli esseri umani dato che sono soliti rubare cibi, come carne cruda o cotta, lasciati all’aperto.

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