I toporagni rimpiccioliscono corpo e cervello durante l’inverno

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Dopo aver analizzato i comportamenti, nonché i contesti e gli ambienti in cui vivono, di 30 toporagni comuni dell’aree intorno a Möggingen, un team di ricercatori dell’Istituto Max Planck per il comportamento animale di Radolfzell ha scoperto che il metabolismo di questi animali è attivo in maniera eguale sia in estate che in inverno. Ciò rappresenta un vantaggio per quanto riguarda la sopravvivenza rispetto agli animali che non vanno in letargo in quanto, almeno di solito, questi ultimi hanno bisogno di molta più energia durante l’inverno per mantenere stabile la temperatura corporea. Proprio per questo, secondo i ricercatori, i toporagni comuni sono riusciti a colonizzare con il tempo anche le aree più fredde.

In effetti già si sapeva che i toporagni comuni sono dotati di uno dei tassi metabolici più alti tra i mammiferi. Dato che le riserve di grasso corporeo di cui dispongono tendono a finire in maniera abbastanza veloce, non è raro che muoiano di fame anche dopo poche ore senza aver assunto alcun alimento anche perché questi animali non sono soliti fare provviste di cibo oltre a non andare in letargo. Tuttavia questo nuovo studio mostra che i toporagni hanno invece un altro grande vantaggio evolutivo che sta proprio nel livello di metabolismo che non cambia tra l’inverno l’estate.

I ricercatori hanno scoperto che tra l’estate e l’inverno c’è una differenza per quanto riguarda il loro peso. Già in autunno i toporagni comuni cominciano a rimpicciolirsi perdendo dal 10 al 20% del peso corporeo. E non si riducono solo la massa grassa e quella muscolare: a ridursi sono anche gli organi interni tra cui il cervello che subiscono un vero e proprio restringimento. Solo da febbraio in poi toporagni riprendono la propria normale crescita per raggiungere il livello massimo di dimensione corporea durante la primavera. Alcuni degli organi, tra cui lo stesso cervello, però, ricrescono solo in maniera parziale. Questo restringimento notevole delle dimensioni del corpo è noto anche come fenomeno di Dehnel ed è presente in altri animali, sebbene sia abbastanza raro.

“Il toporagno comune riesce in qualche modo a ingannare l’evoluzione”, spiega Dina Dechmann, scienziata del Max Planck che ha partecipato allo studio. In effetti quella del toporagno comune sembra essere una strategia un po’strana. Ci si aspetterebbe, infatti, che si raffreddino più facilmente in inverno, con le temperature più basse, in quanto gli animali più piccoli sono caratterizzati da un rapporto tra la superficie del corpo e la stessa massa del corpo sfavorevole. E proprio per questo rilasciano un quantitativo maggiore di calore con le temperature più fredde.

I ricercatori sospettano che questi animali producono, in maniera costante, delle quantità eccessive di calore proprio a causa dell’attività metabolica di cui sopra. Per questo non hanno necessità di alzare il tasso metabolico durante l’inverno. In generale devono consumare solo meno energia data la corporatura piccola. Si tratta di un vantaggio, secondo i ricercatori, considerando anche che gli alimenti durante l’inverno in generale scarseggiano. “Non è ancora chiaro come funzioni esattamente. Ci sono ancora alcune domande aperte che vorremmo indagare in ulteriori esperimenti”, spiega ancora la Dechmann. Capirlo potrebbe rivelarsi utile anche per chiarire alcuni aspetti relativi alle patologie metaboliche umane.

Note e approfondimenti

  1. Shrinking instead of growing: how shrews survive the winter | Max-Planck-Gesellschaft (IA)
  2. Metabolic rate in common shrews is unaffected by temperature, leading to lower energetic costs through seasonal size reduction | Royal Society Open Science (IA) (DOI: 10.1098/rsos.191989)

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