Ibernazione per viaggi nello spazio forse non è così conveniente per umani secondo nuovo studio

Credito: Jacob Lund, Shutterstock, ID: 452485297

Una soluzione per i viaggi un po’ più lunghi nello spazio, quelli per i quali occorrerebbero decine o anche centinaia di anni, risiede nella possibilità di poter ibernare i corpi umani per poi risvegliarli quando si arriva a destinazione. Si tratta di una soluzione, però, che ad oggi appartiene ancora alla fantascienza anche se diversi studi sono stati condotti sulla questione. Un nuovo studio, condotto da ricercatori cileni, suggerisce che si tratta di una possibilità che potrebbe non avverarsi mai, come spiega ScienceAlert.

Relazione che c’è tra la massa corporea e il dispendio energetico

I ricercatori si sono concentrati in particolare sulla relazione che c’è tra la massa corporea e il dispendio energetico che sussiste negli animali che vanno in letargo. I risultati che hanno raggiunto non sembrano essere favorevoli per gli esseri umani.
Negli animali che vanno in letargo, infatti, la temperatura corporea si abbassa tantissimo, si riduce il metabolismo e la frequenza del cuore nonché la respirazione rallentano. In questo modo il dispendio energetico del corpo può diminuire in alcuni casi anche del 98%. In ogni caso l’animale deve pur sopravvivere e quindi brucia delle riserve di carburante che deve aver accumulato. Ciò fa perdere del peso all’animale, spesso più di un quarto del peso totale durante tutta la fase di letargo.

Umano “in letargo” perderebbe all’incirca 2 kg di peso all’anno

Si tratta di caratteristiche che se applicate agli esseri umani, qualora si volesse indurre una sorta di letargo anche nella nostra specie, suggeriscono che ci vorrebbero almeno duecento kilojoule di grasso corporeo da consumare al giorno. Facendo i dovuti calcoli, l’essere umano “in letargo” perderebbe all’incirca 2 kg di peso all’anno durante il suo viaggio spaziale.

Perdita di grasso del genere andrebbe bene solo per viaggi relativamente brevi

Anche se può sembrare un quantitativo piccolo, in realtà una perdita di grasso del genere andrebbe bene solo per viaggi relativamente brevi, ad esempio quelli verso le lune di Giove o di Saturno. Per i viaggi più lunghi, quelli interstellari o indirizzati ai pianeti orbitanti intorno alle altre stelle, un essere umano “in letargo” dovrebbe accumulare, prima di partire, diverse centinaia di kilogrammi di grasso corporeo. Oppure dovrebbe svegliarsi periodicamente per acquisire tanto grasso e poi “riaddormentarsi”. Non proprio una tecnica conveniente.

Bisogni energetici di un essere umano nel corso di un suo eventuale “letargo”

In effetti mammiferi di grosse dimensioni che vanno in letargo poi non sono moltissimi.
La storia cambia quando i mammiferi restano attivi. La relazione tra il metabolismo attivo e la massa comincia ad essere diverse e più ” conveniente”. In sostanza negli animali più grandi l’ibernazione non fa risparmiare tanta energia. I ricercatori hanno calcolato che i bisogni energetici di un essere umano nel corso di un suo eventuale “letargo” non risultano poi così diversi da quelli che si possono avere quando si è semplicemente a riposo, sostanzialmente quando si dorme.

Note e approfondimenti

  1. Why bears hibernate? Redefining the scaling energetics of hibernation | Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences (DOI: 10.1098/rspb.2022.0456)

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