Identificate tre nuove specie di primati vissuti tra 42 e 46 milioni di anni fa

Il padre di Kirk e l'artista di Austin Randy Kirk hanno prodotto la loro interpretazione di come queste specie avrebbero potuto sembrare: Ekwiiyemakius walshi, Gunnelltarsius randalli e Brontomomys cerutti (credito: pittura su marmo di Randwulph)

Tre nuove specie fossili di primati sono stati identificati da un gruppo di antropologi dell’Università del Texas ad Austin. Le specie individuate sono state denominate kwiiyemakius walshi, Gunnelltarsius randalli e Brontomomys cerutti.
I resti sono stati individuati nella contea di San Diego, nella California meridionale, una zona che, più di 40 milioni di anni fa, era caratterizzata dalla presenza di lussureggianti e rigogliose foreste tropicali.

I tre primati omocromidi individuati sono vissuti, infatti, tra 42 e i 46 milioni di anni fa.
Secondo gli studi dei fossili, questi tre esseri viventi avevano un peso compreso tra 113 e 796 grammi e sono tutti e tre probabilmente correlati ad un gruppo di specie estinte appartenente alla sottofamiglia dei primati denominata Omomyinae (famiglia Omomyidae).

La specie più piccola, l’Ekwiiyemakius walshi, aveva un peso compreso tra 113 e 125 g e una dimensione del corpo paragonabile a quella degli odierni galagidi.
Il più grande era invece il Brontomomys cerutti, che poteva vantare un peso tra 719 e 796 grammi e le dimensioni di un odierno lemure.

La ricerca, portata avanti da Amy Atwater della UT Austin e dal professore di antropologia Chris Kirk, è stata pubblicata sul Journal of Human Evolution.
Secondo la Atwater, in particolare, “L’aggiunta di questi primati fornisce una migliore comprensione della ricchezza dei primati nell’Eocene medio. Ricerche precedenti nei bacini delle Montagne Rocciose hanno suggerito che la ricchezza dei primati fosse diminuita durante questo periodo di tempo, ma noi sosteniamo che la ricchezza dei primati sia aumentata contemporaneamente in altri luoghi”.

Fonti e approfondimenti



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