Identificato strano mammifero vissuto a Madagascar più di 60 milioni di anni fa

Adalatherium hui (credito: Denver Museum of Nature & Science / Andrey Atuchin)

Una nuova scoperta mostra quanto svilupparsi su un’isola possa portare a insoliti risultati in termini evoluzionistici. Molto spesso, quando una specie animale resta “bloccata” su di un’isola per molte generazioni, può sviluppare caratteristiche fisiche molto insolite, ad esempio può diventare molto grande oppure molto piccolo (si parla infatti di gigantismo insulare o di nanismo insulare).
È il caso dell’Adalatherium hui, una specie di mammifero mai identificata prima vissuto durante il tardo cretaceo nell’isola di Madagascar, del quale sono stati ritrovati dei resti di un esemplare vissuto circa 66 milioni di anni fa.

Le tracce che hanno condotto all’identificazione della nuova specie e del nuovo genere sono state analizzate da un team internazionale di ricercatori guidato da David Krause, uno dei curatori del reparto di paleontologia del Museo di Natura e Scienza di Denver nonché professore alla Stony Brook University. I resti rappresentano il ritrovamento dello scheletro più completo e meglio conservato tra tutti i ritrovamenti effettuati in precedenza riguardanti mammiferi del mesozoico nell’emisfero meridionale.
Questo mammifero, delle dimensioni di un opossum, viveva tra dinosauri e coccodrilli giganteschi in quella che era ed è attualmente la quarta isola più grande del mondo.

Nello studio, pubblicato su Nature, i ricercatori forniscono diverse informazioni su questo nuovo mammifero. Innanzitutto il nome, Adalatherium, significa “bestia pazza” nelle lingue malgascia e greca. Questo perché, come spiega Krause, questo mammifero infrange diverse regole dell’evoluzione dei mammiferi per come la conosciamo. Innanzitutto lo scheletro risulta “stravagante” paleontologicamente parlando: possiede caratteristiche molto primitive nell’area del muso, caratteristiche che non erano state mai notate dai paleontologi in tutti i lignaggi che conducono ai mammiferi moderni.

Inoltre la cavità nasale possiede molte caratteristiche mai notate prima in nessun altro mammifero, come spiega James B. Rossie della Stony Brook University, altro autore dello studio. Nella faccia presenta una quantità notevole di fori (forami), buchi che fanno passare nervi e vasi sanguigni, e ciò significa che il muso era altamente sensibile e che molto probabilmente era coperto da baffi.
Sulla cima stessa del muso è presente inoltre un insolito buco molto grande mai identificato prima in nessun altro mammifero, sia tra quelli estinti che tra quelli ancora viventi.
Anche i denti sono molto diversi da qualsiasi altro mammifero conosciuto mentre la spina dorsale presenta un numero di vertebre maggiore rispetto a quelle di qualsiasi altro mammifero del mesozoico. Una delle ossa delle gambe, inoltre, sembra insolitamente curva.

L’Adalatherium è stato inserito nel gruppo dei gondwanateri (Gondwanatheria), un gruppo di mammiferi estinti vissuti tra il cretaceo e l’eocene, così chiamati perché ritrovati solo nell’emisfero meridionale nell’area in cui si crede una volta esistesse un continente denominato Gondwana.
Inizialmente si credeva che questo gruppo fosse strettamente imparentato con il gruppo degli odierni bradipi, formichieri e armadilli ma ulteriori e più approfondite analisi hanno mostrato che si tratta di uno gruppo del tutto staccato che vanta il proprio percorso evolutivo, un altro dei numerosi esperimenti falliti dell’evoluzione (si crede che i gondwanateri si siano definitivamente estinti 45 milioni di anni fa).

L’Adalatherium è vissuto per diversi milioni di anni dell’isola di Madagascar, un tempo così ampio che gli ha permesso di sviluppare caratteristiche molto strane rispetto a qualsiasi altro mammifero.
“L’Adalatherium è solo un pezzo, ma un pezzo importante, in un puzzle molto grande sulla prima evoluzione dei mammiferi nell’emisfero meridionale”, spiega ancora Krause secondo il quale, tuttavia, la maggior parte di questi pezzi risulta ad oggi ancora mancante.

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