Il 2018 è stato l’anno più caldo per gli oceani

Il 2018 è stato l’anno più caldo per quanto riguarda la temperatura degli oceani secondo una ricerca apparsa su Advances in Atmospheric Sciences e ripresa, tra gli altri, anche dal sito del National Geographic. Secondo lo studio gli aumenti di temperatura sono da addebitare al calore provenienti dai gas serra emessi dall’uomo, calore che viene intrappolato poi dalle acque.

Lo studio si è avvalso, tra l’altro, dei notevoli miglioramenti ottenuti per quanto riguarda le tecniche di misurazione del livello di calore degli oceani. Ad esempio oggi, a differenza di soli pochi anni fa, è possibile utilizzare migliaia di sensori galleggianti autonomi, collegati tra loro e denominati Argo, dispersi in varie parti degli oceani del mondo.

Gli scienziati calcano che negli ultimi decenni gli oceani si sono riscaldati di circa 40% più velocemente di quanto avveniva verso la metà del secolo scorso.
Si tratta di cambiamenti che potrebbero avere impatti ancora più drammatici considerando che una temperatura dell’acqua più calda alimenta tempeste ed uragani più forti e porterà senza dubbio all’ecosistema marino (più calore significa meno ossigeno), cosa che conseguenzialmente porterà danni anche per quanto riguarda il settore della pesca. Tutto ciò senza considerare il danno più grave, ossia quello dello scioglimento dei ghiacci marini, sostanzialmente quelli ai poli.

Lo studio rivela infatti che il ghiaccio dell’Antartide si sta sciogliendo circa sei volte più velocemente di quanto avveniva negli anni 80, fatto da addebitare proprio alle acque più calde.
Secondo Zeke Hausfather, scienziato dell’Università della California, i mari rappresentano il miglior termometro che si possa mai utilizzare per capire i livelli di riscaldamento globale. Gli oceani, infatti, agiscono come un enorme cuscinetto per tutto il sistema climatico terrestre: ci proteggono risucchiando il calore che altrimenti resterebbe nella nostra atmosfera.

Solo quel calore non viene eliminato ma semplicemente incorporato, immagazzinato. Probabilmente un male minore nel breve termine ma ugualmente catastrofico sul lungo termine. Quanto potrà durare questa fase? Per quanto tempo gli oceani potranno continuare ad incamerare calore a questo ritmo?

Fonti e approfondimenti

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