
Uno studio pubblicato su Nature Communications[1] ha rilevato che l’aumento delle temperature globali accelera in modo inaspettato il rilascio di carbonio dai suoli tropicali e subtropicali, superando di gran lunga le previsioni dei modelli climatici.
Un effetto sottovalutato nel ciclo del carbonio
Secondo i ricercatori del MARUM di Brema e dell’Istituto Alfred Wegener, i suoli della fascia tropicale reagiscono in modo sorprendentemente rapido all’aumento della temperatura, rilasciando grandi quantità di anidride carbonica. Questo fenomeno, alimentato dall’attività microbica favorita dal caldo e dall’umidità, indica una sensibilità del carbonio nei suoli molto più alta di quanto si ritenesse.
Un approccio innovativo per capire il passato
Per comprendere meglio questi processi, il team ha analizzato non i suoli direttamente, ma i sedimenti depositati nel Mediterraneo orientale e trasportati dal Nilo, ricchi di materia organica proveniente da un vasto bacino africano. Studiando un carotaggio marino che copre gli ultimi 18.000 anni, gli scienziati hanno potuto confrontare i periodi climatici e osservare l’età del carbonio depositato.
Il riscaldamento post-glaciale ha cambiato tutto
Dall’analisi è emerso che i cambiamenti nelle precipitazioni hanno avuto un effetto minimo sull’età del carbonio, mentre la temperatura ha avuto un impatto enorme. Dopo l’ultima era glaciale, il riscaldamento ha infatti accelerato la decomposizione microbica nei suoli e con essa il rilascio di CO2, un meccanismo che secondo Peter Köhler, co-autore dello studio, è stato finora gravemente sottovalutato nei modelli.
Prospettive preoccupanti per il futuro
Questa sottostima può avere conseguenze gravi, poiché il riscaldamento globale in corso potrebbe attivare un pericoloso effetto retroattivo: più caldo significa più decomposizione, quindi più CO2 nell’atmosfera, che a sua volta alimenta ulteriormente il riscaldamento. Gli autori invitano a rivedere urgentemente i modelli di previsione del ciclo del carbonio per tenere conto di questi risultati.


