Prima immagine dettagliata della superficie di una stella gigante

Un gruppo di astronomi ha ricreato l’immagine di una stella gigante, la prima con un minimo livello di dettaglio, che, tra l’altro, ci mostra come il Sole potrebbe essere tra qualche miliardo di anni. L’immagine riguarda la stella π1Gruis che si trova a circa 530 anni luce di distanza dalla Terra e che può essere individuata nella costellazione della Gru dall’emisfero australe.
Si tratta di una stella che si trova nell’ultima fase della sua vita e che al momento è 350 volte più grande del sole.

Gli astronomi hanno utilizzato un metodo particolare: si sono avvalsi delle osservazioni di più telescopi e sono riusciti a superare il limite di del ciascuno strumento ricreando un’immagine con la risoluzione equivalente a quella della telescopio più grande. Il risultato è l’immagine che potete vedere qui sopra: è molto sfocata e poco definita ma è comunque da brividi considerando che si tratta di un sole che si trova a 530 anni luce di distanza da noi.

Quest’immagine risulta molto interessante per due motivi: innanzitutto è una delle prime immagini di una stella, naturalmente escludendo il sole, che vanta un minimo di dettaglio tanto che è possibile vedere dei granuli, ossia parti più chiare e parti più scure della superficie, proprio come avviene, ovviamente con un dettaglio di molto maggiore, con il nostro sole.
Inoltre ci mostra come apparirà il sole fra 5 miliardi di anni quando anche il nostro astro avrà raggiunto dimensioni che la faranno rientrare di diritto nella macrocategoria delle stelle giganti.

Gli astronomi si sono poi concentrati sullo studio della superficie stellare analizzando il complesso schema delle celle convettive relativo al trasferimento del calore. Secondo Fabien Baron della Georgia State University l’immagine si rivela molto importante perché conferma le previsioni che si erano fatte in precedenza riguardo ai possibili modelli delle superfici delle stelle giganti.
Naturalmente ora l’obiettivo è raccogliere immagini con un livello di dettaglio ancora più alto nonché “scattare” più foto in modo da seguire l’evoluzione dei “granuli”.

Fonti e approfondimenti



Condividi questo articolo

Resta aggiornato su Facebook: clicca su “Mi piace questa pagina”


Commenta per primo

Rispondi