
Un recente studio pubblicato su Solar Physics[1] descrive i risultati ottenuti grazie a una nuova tecnologia di imaging installata al Vacuum Tower Telescope (VTT) dell’Osservatorio del Teide a Tenerife, che ha permesso di ottenere immagini senza precedenti delle regioni attive del Sole.
Una nuova finestra sul Sole
Grazie al contributo del Leibniz Institute for Astrophysics di Potsdam, il VTT è stato dotato di un sistema di telecamere capace di acquisire 100 fotogrammi al secondo a risoluzione 8K. La combinazione di immagini rapide e software di restauro consente di ridurre gli effetti della turbolenza atmosferica terrestre e raggiungere una risoluzione spaziale teorica di circa 100 km sulla superficie solare. In questo modo è possibile osservare strutture finissime come le trame dei filamenti penombrali e i dettagli delle macchie solari.
Un campo visivo più ampio e ricco di dati
Il VTT si distingue per l’ampio campo visivo, pari a circa un settimo del diametro solare (quasi 200.000 km). A differenza dei grandi telescopi solari che si concentrano su aree più piccole, questo approccio consente di documentare l’evoluzione globale di regioni attive molto estese. Robert Kamlah, dottorando coinvolto nel progetto, sottolinea come i dati raccolti superino di gran lunga le aspettative, permettendo di seguire il comportamento delle macchie in relazione alla supergranulazione.
Dettagli magnetici e dinamiche atmosferiche
Utilizzando filtri specifici, i ricercatori hanno tracciato la firma luminosa dei campi magnetici più sottili. Le osservazioni nella banda G e nella linea del calcio ionizzato hanno permesso di esplorare sia la fotosfera che la cromosfera solare, evidenziando le zone più attive e i movimenti del plasma. Il materiale raccolto offre nuovi strumenti per comprendere l’evoluzione temporale del campo magnetico solare e dei fenomeni esplosivi connessi.
Verso telescopi solari ancora più potenti
Secondo Carsten Denker, responsabile della sezione di fisica solare dell’AIP, l’uso di sistemi a basso costo come le camere CMOS 8K potrà estendersi anche ai telescopi solari da 4 metri, triplicando l’attuale campo visivo. La combinazione tra tecnologia moderna e telescopi consolidati come il VTT consente così di dare nuova linfa a strumenti di osservazione storici, rendendoli protagonisti nella previsione di eventi legati al meteo spaziale.


