Impatti di asteroidi simili a quello di Tunguska avvengono in intervalli di millenni secondo nuova ricerca

Una nuova ricerca condotta da scienziati della NASA si rivela positiva per quanto riguarda le possibilità di impatti di asteroidi grandi quanto quello di Tunguska sul nostro pianeta.

La ricerca prende in considerazione gli impatti di asteroidi relativamente piccoli, quelli con dimensioni simili a quello che è scoppiato sopra l’area di Tunguska, Siberia, 110 anni fa e che ha provocato un’enorme esplosione la quale non fece alcuna vittima solo perché l’area era interamente disabitata.

Quello di Tunguska può essere considerato il più grande impatto cosmico di cui si abbia testimonianza. Avvenuto il 30 giugno 1908, l’impatto nell’atmosfera appiattì letteralmente 500.000 acri di foresta disabitata e creò delle nuvole incandescenti producendo onde d’urto rilevate in buona parte del mondo.
Eseguendo uno studio statistico che ha preso in considerazione oltre 50 milioni di combinazioni considerando vari fattori, come le dimensioni degli asteroidi e le modalità di ingresso nell’atmosfera terrestre, giusto per citarne due, i ricercatori hanno dedotto nuove informazioni su quell’asteroide.

Secondo i ricercatori l’asteroide di Tunguska aveva un diametro compreso tra 50 e 80 metri ed entrò nell’atmosfera terrestre ad una velocità di circa 55.000 km/h.
L’esplosione che ne conseguì scatenò un’energia compresa tra 10 e 30 megatoni, un’energia equivalente a quella sviluppata dall’eruzione del Monte Sant’Elena nel 1980. L’esplosione avvenne ad un’altezza compresa tra 9 e 14 km.

Il dato più interessante tra quelli che hanno ottenuto è però relativo all’intervallo medio tra impatti con asteroidi di queste dimensioni. L’intervallo calcolato risultante è nell’ordine dei millenni, calcolo che si discosta da precedenti secondo cui impatti del genere avvenivano nell’intervallo di secoli.
Si tratta di probabilità di impatto, per asteroidi così grandi, che si abbassano dunque notevolmente.

Tuttavia gli stessi ricercatori sottolineano anche il grado di incertezza che riguarda questi calcoli dato che i casi osservati sono davvero pochi, come specifica Lorien Wheeler, ricercatore dell’Ames Center che lavora proprio ai programmi imbastiti dalla NASA per quanto riguarda le minacce legate agli asteroidi.

Questi nuovi calcoli tra l’altro dimostrano l’importanza delle nuove potenze computazionali che permettono di utilizzare algoritmi sempre più complessi e precisi, cosa che aiuterà tantissimo la nostra comprensione riguardo agli impatti di asteroidi sulla Terra.

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