Impatto di asteroide 2,2 miliardi di anni fa può aver contribuito al disgelo della Terra

Un gruppo di ricercatori, guidato dal geocronologo Timmons Erickson del Johnson Space Center, ha analizzato il cratere Yarrabubba, un cratere da impatto che si trova nell’area occidentale dell’Australia.
Analizzando le rocce, i ricercatori hanno dimostrato che si tratta di un cratere provocato dall’impatto di un asteroide avvenuto 2,229 miliardi di anni fa.

Si tratta di un periodo che coincide con la fine di una profonda fase di congelamento del pianeta nota come “Terra a palla di neve”.
Erickson e colleghi del team non credono sia un collegamento casuale: lo stesso impatto dell’asteroide avrebbe potuto aiutare la Terra a scongelarsi.

L’impatto avrebbe vaporizzato le spesse lastre di ghiaccio presenti sulla superficie terrestre e avrebbe contribuito a diffondere vapore relativamente caldo nella stratosfera.
Ciò avrebbe causato, a sua volta, un potente effetto serra e quindi il disgelo dell’intero globo.

“La coincidenza temporale è sorprendente”, riferisce Eva Stüeken, geobiologa dell’Università di St. Andrews, in un intervento sul sito di Science riguardo a questa teoria.
La stessa ricercatrice però mostra qualche dubbio. Il cratere da impatto di Yarrabubba è largo meno di 1/3 di quello lasciato dall’asteroide che fece estinguere i dinosauri 66 milioni di anni fa.

La ricercatrice, dunque, crede che l’impatto di Yarrabubba non avrebbe potuto avere una conseguenza così profonda a livello globale.
Erickson e colleghi credono comunque che l’impatto di Yarrabubba abbia avuto un qualche ruolo nel disgelo globale. Magari è stato d’aiuto agendo insieme alle supposte eruzioni vulcaniche che si crede abbiano causato l’immissione dell’anidride carbonica nell’aria procurando un riscaldamento globale del pianeta e quindi il suo disgelo.

Proprio per questo hanno creato un modello al computer dell’impatto di un asteroide largo 7 km che colpisce una calotta glaciale con uno spessore tra 2 e 5 km. La simulazione mostrava che l’impatto può provocare la diffusione di polvere per migliaia di chilometri, rendendo più scuro il ghiaccio e dunque migliorando la sua capacità di assorbire il calore.
Un impatto del genere, inoltre, può inviare centinaia di miliardi di tonnellate di vapore nella stratosfera, cosa che avrebbe aiutato l’atmosfera ad intrappolare il calore.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo


Resta aggiornato su Facebook