In arrivo il primo computer quantistico desktop?

Il wafer sviluppato dai ricercatori del progetto Seeqc: questo hardware è sufficiente per utilizzare una versione funzionante del sistema operativo Deltaflow a sua volta concepito per essere utilizzatonell'ambito dell'informatica quantistica (credito: Seeqc, Università di Cambridge)

Viene definito come una svolta sensazionale il progresso raggiunto nel campo dell’informatica quantistica da una startup dell’Università di Cambridge denominata Riverlane. Secondo il comunicato emesso dalla stessa Università, i ricercatori hanno creato il primo sistema operativo disponibile su un chip, una svolta che forse sarà determinante affinché si possa arrivare ad una sorta di sistema operativo standard per tutti i computer quantistici.
Secondo i ricercatori il chip appena realizzato offre il cosiddetto “vantaggio quantistico” utilizzando però solo una frazione dello spazio necessario dall’hardware che oggi si utilizza in un normale computer quantistico.

Un unico sistema operativo per tutti i computer quantistici

Attualmente quelle poche decine di computer quantistici costruiti utilizzano tutti software spesso proprietari e comunque diversi tra loro. Il nuovo sistema creato dai ricercatori di Cambridge, invece, permetterà al software quantistico di funzionare su hardware quantistici diversi, qualcosa che, almeno fino ad oggi, non è stato possibile fare.
Denominato Deltaflow.OS, il sistema operativo progettato dalla start-up di Cambridge lavora su un chip quantistico creato dai membri del consorzio SEEQC.

Il nuovo hardware quantistico occupa pochissimo spazio

Altra eccezionalità del progetto sta nel fatto che questo sistema operativo può funzionare su un hardware che occupa pochissimo spazio, dimensioni sicuramente considerabili come minimali se si prendono in considerazione i computer quantistici costruiti fino ad ora.
“Abbiamo messo qualcosa che una volta riempiva una stanza su un chip delle dimensioni di una moneta, e funziona”, spiega Matthew Hutchings, uno dei responsabili del progetto nel comunicato stampa. “Questa è la prima volta che costruiamo un chip di calcolo quantistico integrato basato sulla nostra architettura scalabile unica ed eseguiamo un programma su di esso”.[1]

Svolta equiparabile all’avvento di personal computer

Secondo il ricercatore si tratta di un passo in avanti molto importante per tutto l’informatica quantistica, un passo equiparabile, in termini di progresso, all’innovazione resa possibile dall’entrata in gioco dei microchip che hanno permesso, qualche decennio fa, il rimpicciolimento nonché la commercializzazione dei computer tradizionali poi diventati personal computer.
Secondo quanto spiega Hutchings nel comunicato, se prima ci volevano molti componenti elettronici per controllare i qubit, i bit quantistici che sono alla base del funzionamento dei computer quantistici, ora tutta questa struttura è disponibile in un chip delle dimensioni di un centesimo: “Abbiamo risolto il problema per l’era quantistica”, spiega lo scienziato.

In arrivo il primo computer desktop quantistico?

In sostanza è stato costruito il sistema operativo con relativo hardware che rende l’informatica quantistica “portatile” nonché scalabile. E forse tra qualche anno si potrà arrivare al primo computer desktop quantistico. Ma c’è ancora da lavorare: bisogna aumentare il numero dei qubit senza influire sulla stabilità generale della struttura hardware affinché i computer quantistici possano davvero prendere il largo in termini di usabilità e di commercializzazione e probabilmente per una cosa del genere passeranno ancora molti anni. In ogni caso, come spiegano i ricercatori, Deltaflow.OS potrebbe essere il primo importante passo per il raggiungimento di questo obiettivo qualche anno fa ritenuto, dai più scettici, ancora irraggiungibile.

Informatica quantistica sarà utile per la creazione di nuovi farmaci

Uno dei campi in cui l’informazione quantistica, secondo i ricercatori che hanno realizzato questo progetto, potrebbe rivelarsi molto utile quello della creazione di nuovi farmaci. Attualmente c’è bisogno di una grande potenza computazionale per simulare le versioni digitali dei composti chimici onde capire la migliore combinazione da usare. In media per un farmaco importante ci vogliono più di 1 miliardo di dollari dal momento della concezione iniziale fino all’arrivo sul mercato. In questo senso l’informatica quantistica offrirebbe una scorciatoia non di poco conto.

Note e approfondimenti

  1. World first operating system breakthrough puts quantum computing on a chip (IA)

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