In arrivo nuova crema solare che resiste per 24 ore? Scienziati modificano l’avobenzone

Credito: Sammy-Sander, Pixabay, ID: 6108194

Spesso le creme solari diventano inefficaci dopo poche ore e ciò è dovuto uno dei principali componenti che di solito si trova al loro interno, come spiega un nuovo articolo della New York University: l’avobenzone. Si tratta di un componente importante perché è uno di quelli che assorbe i raggi ultravioletti del sole.

L’avobenzone

Marcus Weck, un professore di chimica della suddetta università che interviene nell’articolo, spiega che riapplica la protezione solare praticamente ogni ora o ogni due ore ai suoi bambini in quanto lo stesso avobenzone tende a decomporsi. In pratica la crema solare non fa più il suo lavoro dopo poche ore. Il ricercatore, con la collaborazione di una sua ex studentessa laureata, Elizabeth Kaufman, ha realizzato degli studi con i quali è riuscito a rendere l’avobenzone più stabile e più duraturo, un traguardo che lo ha portato anche ad ottenere un brevetto nel corso di quest’anno.

Chimica del clic

Il ricercatore spiega di essere partito da un concetto denominato “chimica del clic” per collegare i componenti molecolari. In pratica si crea una struttura di supporto che “fa clic sulla chimica”, cosa che facilita lo sviluppo di particolari biomateriali. In origine i ricercatori lavoravano su alcuni farmaci antitumorali ma poi hanno avuto l’idea di applicare il concetto all’avobenzone. Lo scopo era quello di stabilizzarlo ed evitare una decomposizione troppo veloce. Allo stesso tempo, però, la struttura di supporto non doveva interferire con le funzioni del composto, in particolare con la sua attività di protezione per l’ultravioletto.

I dendrimeri

Alla fine i ricercatori hanno deciso di usare i dendrimeri, particolari polimeri sferici che contengono vari “rami” nella loro struttura e che già sono usati in diverse applicazioni che vedono la creazione di biomateriali. Hanno scoperto che i dendrimeri sono perfetti per creare un sistema di supporto per l’avobenzone. Nei test l’avobenzone “modificato” tendeva a non decomporsi così velocemente quando esposto alla luce ultravioletta e la sua struttura durava anche dopo 24 ore. Inoltre l’aggiunta dei dendrimeri aumentava anche il livello di attività dello stesso avobenzone nel tempo. Infine gli stessi dendrimeri sono caratterizzati da una particolare struttura che li rende lisci, una caratteristica di certo vantaggiosa per una crema che deve essere applicata sul corpo.
Ora i ricercatori hanno avviato i contatti con alcune aziende per capire la potenziale commercializzazione di un prodotto sotto forma di crema basato sulla struttura avobenzone-dendrimeri.

Note e approfondimenti

  1. La ricerca di una protezione solare migliore
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