In futuro auto potrebbero prendere controllo automaticamente in caso di conducente assonnato, stanco o ubriaco

Le cause principali degli incidenti automobilistici sono da ricondurre al sonno, allo stress, alla stanchezza e all’alcol del conducente. Sono decine di migliaia le persone che ogni anno perdono la vita sulla strada per incidenti automobilistici, e senza contare le centinaia di migliaia di feriti.
Un nuovo progetto, denominato ADAS&ME, finanziato dall’Unione Europea e condotto dall’Istituto nazionale svedese per la ricerca sulle strade e trasporti, viene portato avanti per la realizzazione di un innovativo ed interessante sistema per coniugare la tecnologia dei sensori, in particolare quelli biometrici, con quella della guida autonoma.

La scienziata Anna Anund insieme al suo team sta infatti cercando di sfruttare i progressi enormi che sono stati realizzati negli ultimi anni nel campo dei sensori per sviluppare di modelli che possono comprendere quando il guidatore deve riposare o in generale fermarsi e in generale quando non dovrebbe guidare.
Inoltre questi sensori potrebbero attivare l’eventuale modalità automatica dell’automobile in caso di non idoneità del conducente alla guida, “una transizione sicura e accettabile al fine di evitare gravi incidenti con persone gravemente ferite o addirittura uccise”, come riferisce la stessa Anund.

Si tratta di un sistema che potrebbe utilizzare diverse tipologie di sensori, ad esempio eye tracker che monitorano gli occhi e le pupille (ad esempio la dilatazione di queste ultime), ed altri che misurano frequenza cardiaca (ad esempio tramite sensori impiantati nello sterzo), cambiamenti dell’immagine del volto ed altri dati biometrici.
Si tratta di sensori che non debbono essere inventati ma che già esistono; il problema è farli funzionare tutti insieme per farsi che l’auto possa emettere una “diagnosi” certa e prendere il controllo oppure fermarsi.

Fonti e approfondimenti

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