Incendi in Australia hanno provocato almeno 445 decessi e più di 3300 ricoveri ospedalieri

Credito: clarbner, Pixabay, 3814159

I fumi dei numerosi incendi avvenuti sul territorio australiano negli ultimi mesi sarebbero collegati ad almeno 445 decessi di esseri umani e a più di 3300 ricoveri ospedalieri secondo alcune dichiarazioni riferite da ricercatori al governo che ha istituito una propria commissione per indagare sulle conseguenze sugli esseri umani.

In effetti diverse zone del paese sono state letteralmente coperte di fumo per settimane a causa delle centinaia di incendi che hanno mandato in fumo la vegetazione delle aree orientali dell’Australia durante la scorsa estate australe (da dicembre 2019 a marzo 2020).
Il fumo ha poi viaggiato per centinaia o anche migliaia di chilometri e ha colpito popolazioni e comunità anche molto distanti dai siti degli incendi. Il corpo, di fronte ad un’esposizione del genere, reagisce innescando delle infiammazioni e risposte allo stress.

I più colpiti sono stati coloro che già soffrivano di asma o di malattie polmonari. In questi casi anche quantità modeste di fumo possono peggiorare queste patologie e nei casi più gravi possono costringere il soggetto al ricovero ospedaliero.
Inoltre inalare troppe particelle di fumo può amplificare anomalie cardiache come quelle del ritmo del cuore e può aumentare la coagulazione del sangue, cosa che possono facilitare l’insorgenza di infarti o arresti cardiaci e dunque passare anche dei decessi, come spiega Fay Johnston, ricercatrice del Menzies Institute for Medical Research.

E questo senza calcolare le perdite, soprattutto di natura economica, relative alla chiusura di istituti quali scuole, luoghi di lavoro, eccetera, una sorta di lockdown forzato causato dagli incendi.

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