Incendi più superficiali nelle torbiere rallentano emissione di carbonio nell’atmosfera

Mentre gli incendi più intensi possono decimare le torbiere paludose facendo emettere loro enormi quantità di carbonio nell’atmosfera, carbonio che era immagazzinato nelle piante e nel suolo, gli incendi più lievi e più superficiali hanno un effetto opposto, quasi vantaggioso, secondo un nuovo studio realizzato da ricercatori della Duke University.
I ricercatori hanno infatti scoperto che gli incendi più superficiali e più contenuti proteggono il carbonio immagazzinato nelle piante e migliorano perfino lo stoccaggio dello stesso carbonio in una visione a lungo termine, anche nei periodi più secchi.
Si viene essenzialmente a creare “una crosta che rende difficile per i microbi raggiungere la materia organica all’interno”, come spiega Neal Flanagan, professore del Duke Wetland Center e della Nicholas School of the Environment della Duke, nonché uno degli autori dello studio.

È un effetto che lo stesso ricercatore denomina “effetto crema brulée”: proteggere la torba incendiata dalla decomposizione e questa stessa barriera protettiva rallenta la velocità di emissione del carbonio immagazzinato nella torba stessa.
Un quantitativo minore di carbonio emesso nell’atmosfera risulta vantaggioso, naturalmente, perché l’anidride carbonica può essere considerata un gas serra dannoso per l’atmosfera che può aumentare il riscaldamento globale in corso.

“Questa è la prima volta che uno studio è stato in grado di dimostrarlo”, spiega Curtis J. Richardson, direttore del Duke Wetland Centre. “E ha importanti implicazioni per l’uso benefico del fuoco a bassa gravità nella gestione delle torbiere, soprattutto in un momento di aumento degli incendi e della siccità”.
La torbiera è uno degli habitat umidi più importanti nonostante copra solo il 3% della superficie terrestre. È importante perché riesce a immagazzinare tantissimo carbonio nel suolo, carbonio che altrimenti sarebbe liberato nell’ambiente con effetti nefasti. Per questo è importante capire gli effetti degli incendi in un habitat del genere. Lo studio è stato pubblicato su Global Change Biology.

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