Incendio di Notre Dame, centinaia di migliaia di api su un tetto miracolosamente sopravvissute

Nicolas Géant e le api che cura su uno dei tetti della cattedrale di Notre Dame

Qualcuno lo ha già definito un “miracolo” quello che è successo a tre alveari che si trovano su uno dei tetti della cattedrale di Notre Dame, coinvolta in un vasto incendio lunedì. Centinaia di migliaia di api, più di 180.000, che vivevano in questi alveari risultano vive e vegete secondo uno degli apicoltori che le sorvegliava.
Si tratta di alveari inseriti in tre “casette” costruite appositamente su un tetto più basso in cima al primo piano della cattedrale.

Le fiamme, che hanno abbattuto la guglia della cattedrale e che sono forse state causate da un corto circuito elettrico, hanno avvolto soprattutto la zona dei tetti e proprio per questo Nicolas Géant, un apicoltore cinquantunenne, si è dimostrato subito preoccupato fin dalle prime ore dell’inizio dell’incendio. Polizia e pompieri non hanno permesso a nessuno di salire sui tetti fino a 2-3 giorni dopo l’estinzione dell’incendio, periodo durante il quale lo stesso Nicolas aveva perso ogni speranza.

Tuttavia al terzo giorno alcune immagini hanno iniziato a circolare relative proprio alle tre “casette” che contengono gli alveari e che sembravano, dalle foto, intatte.
Quando poi è stato possibile effettuare un sopralluogo più accurato, è giunto un comunicato da parte dell’azienda di apicoltura urbana francese Beeopic Apiculture che tramite Twitter ha confermato che i tre alveari risultavano intatti e che le api erano sostanzialmente tutti ancora vive.

Gli insetti si sono salvati, probabilmente, perché il tetto dove si trovano gli alveari si trova a circa 30 metri di distanza dal tetto dove sembra essere divampato l’incendio.
Quello di tenere alveari sui tetti è uno dei “segreti” di Parigi: molte strutture, tra cui alcune degne di nota come il Grand Palais e il museo d’Orsay, vedono la presenza di alveari sui propri tetti amorevolmente curati da vari responsabili.

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