Incendio di un’auto elettrica: ecco cosa succede e cosa non bisogna fare

Sappiamo cosa può succedere quando una classica automobile con motore a scoppio viene incendiata: inizialmente si propagano le fiamme e se non vengono spente si può verificare un’esplosione a causa della presenza di carburante (benzina, gasolio o gas) nel serbatoio, carburante che è sempre fortemente incendiabile. Ma cosa succede se a prendere fuoco è un’auto elettrica, ossia l’auto che sostituirà nel corso dei prossimi anni sempre di più le auto a scoppio?

Auto elettriche incendiate: pericolosità non è da meno rispetto alle auto con motore a scoppio

Per comprendere la conseguenza di un’auto elettriche incendiata, i ricercatori di Laboratori federali svizzeri di scienza e tecnologia dei materiali (EMPA) hanno svolto uno studio incendiando più volte batterie di auto elettriche in un tunnel di prova. Gli esperimenti confermano che un’auto elettrica incendiata non è da meno, in termini di pericolosità, rispetto ad un’auto con motore a scoppio.
A seguito dell’incendio, infatti, possono svilupparsi fiamme lunghe più di un metro che, soprattutto, producono quantità enormi di fuliggine nera molto densa. La visibilità del tunnel, dopo pochi minuti dall’inizio dell’incendio, si avvicina molto velocemente allo zero e la cenere e la fuliggine cominciano a diffondersi a molti metri di distanza in tutto il tunnel.

Che succede se un’auto elettrica si incendia in una struttura al chiuso?

I ricercatori hanno svolto questo esperimento in un tunnel per capire le conseguenze di un’auto elettriche incendiata in particolare in strutture chiuse e coperte quali quelle dei garage privati o di parcheggi sotterranei, strutture che vengono sempre più utilizzate dalle auto elettriche anche per la fase di ricarica. Gli studi e le ricerche di tipo tecnico sull’eventualità di un incendio riguardante un’auto elettrica in strutture al chiuso come queste non sono poi stati molti, come lascia intendere il comunicato stampa pubblicato sul sito della stessa EMPA.

Primo test in una stanza da 200 m³

Nel primo test, i ricercatori hanno incendiato un modulo batteria per auto elettrica completamente carico con una capacità di 4 kWh. L’incendio controllato è avvenuto in un ambiente coperto da 200 m³ di volume d’aria. A seguito dell’incendio, la fuliggine si depositava su tutte le pareti e le superfici finanche sulle tute protettive del personale. Si tratta naturalmente di residui tossici che vanno accuratamente puliti e rimossi a seguito dell’incendio.

Secondo test in ambiente con sistema antincendio

I ricercatori poi hanno svolto un secondo test in una camera con un sistema antincendio di quelli che “irrigano” con l’acqua tutto l’ambiente: la batteria non si spegneva e continuava a bruciare fino a quando non era completamente bruciata, cosa che conferma l’inutilità dell’acqua di questi sistemi per spegnere la batteria di un’auto elettrica.

Terzo test in un tunnel con ventilazione

In un terzo test hanno svolto l’incendio controllato in un tunnel con ventilazione. Anche in questo caso hanno incendiato un modulo batteria da 4 kWh. Le grosse nubi di fuliggine venivano proiettate dal sistema di ventilazione lungo tutto il tunnel ad una distanza fino a 150 metri dal luogo dell’incendio.

Sostanze inquinanti emesse

In termini di pericolosità di sostanze inquinanti emesse, l’incendio di un’auto elettrica non risulta molto più pericolose di quello di un’auto convenzionale: “Le sostanze inquinanti emesse da un veicolo in fiamme sono sempre state pericolose e forse fatali”, riferiscono i ricercatori che fanno comprendere come, in caso di incendio di un veicolo, sia elettrico che a benzina, sia essenziale spostare tutte le persone al di fuori della zona di pericolo nella maniera più veloce possibile.
Tra le sostanze tossiche individuate dalle analisi effettuate dopo gli incendi dei ricercatori c’era l’acido fluoridrico, un acido molto corrosivo e tossico per il quale per i ricercatori non hanno comunque trovato livelli al di sopra dei livelli critici dopo tutti e tre i test.

Intervento delle persone

Per quanto riguarda l’intervento dei vigili del fuoco questi esperimenti aggiungono poco o nulla a quello che già si sapeva: la batteria di un’auto elettrica non si può spegnere ma può essere solo raffreddata con grossi quantitativi di acqua. Dopo che si sono spente le fiamme, quel che rimane della batteria deve essere conservato in un contenitore pieno d’acqua oppure in contenitori speciali perché c’è la possibilità che possa riaccendersi.

Acqua usata per spegnere batteria fortemente contaminata

Tuttavia i ricercatori hanno notato qualcosa che potrebbe essere pericoloso: l’acqua che si utilizza per spegnere le batterie delle auto elettriche viene fortemente contaminata e supera i valori limiti imposti dai regolamenti in Svizzera per quanto riguarda le acque reflue industriali di un fattore 70. Questo significa che si tratta di acqua fortemente dannosa e che non dovrebbe entrare nel sistema fognario senza essere trattata.

Consiglio a chi cerca di ripulire dopo incendio di auto elettrica

Inoltre i ricercatori danno uno suggerimento ai proprietari di parcheggi privati qualora avessero l’idea di ripulire un interno della propria struttura a seguito dell’incendio di un veicolo elettrico: “Non cercare di pulire da soli la fuliggine e lo sporco. La fuliggine contiene grandi quantità di ossido di cobalto, ossido di nichel e ossido di manganese. Questi metalli pesanti causano gravi reazioni allergiche sulla pelle non protetta”.
Dunque si tratta di un lavoro, quello di ripulire la fuliggine, che deve essere fatto da professionisti con tute protettive.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook