Individuato a 150 milioni di anni luce di distanza enorme buco nero supermassiccio che divora stella

Rappresentazione artistica dell'evento rilevato dagli astronomi: un enorme buco nero attrae una stella, evento che provoca un cosiddetto getto relativistico (crediti: NRAO/AUI/NSF/NASA)

Gli astronomi hanno individuato un buco nero supermassiccio che sta attraendo a sé, letteralmente squarciandola, una stella grazie alla sua potentissima forza di gravità. L’evento, che ha causato l’espulsione di un gigantesco getto di materiale in rapido movimento, è stato individuato in una zona in cui ci sono due galassie in collisione, lontane e circa 150 milioni di anni luce.
Il sistema, denominato Arp 299, Vede infatti al proprio centro un buco nero supermassiccio 20 milioni di volte più massiccia del sole.

Secondo gli astronomi, la stella il cui destino è segnato, vanta circa due masse solari e ha cominciato ad essere attratta dall’enorme buco nero scatenando una catena di eventi poi individuata grazie al radiotelescopi è telescopi a infrarossi, tra cui il Very Long Baseline Array (VLBA) della National Science Foundation e lo Spitzer Space Telescope.
Il materiale, estratto dalla stella e attratto verso il buco nero, forma intorno a quest’ultimo, prima di essere inglobato e prima di attraversare il cosiddetto orizzonte degli eventi, una sorta di disco rotante che emette intensi raggi X in luce visibile, proprio quella che è stata individuata dai telescopi.

Si tratta di un evento importante secondo Miguel Perez-Torres, dell’Istituto Astrofisico dell’Andalusia a Granada, in Spagna, uno degli autori dello studio che ha descritto questo rilevamento: “Mai prima d’ora siamo stati in grado di osservare direttamente la formazione e l’evoluzione di un jet da uno di questi eventi”.

Si tratta di un’osservazione che comunque è avvenuta in diverse fasi: il primo rilevamento è stato effettuato nel lontano 2005 quando venne individuata una raffica luminosa di emissione infrarossa proveniente dal nucleo di una delle due galassie in collisione.
Con il passare del tempo, gli astronomi si sono accorti che questa emissione luminosa era caratterizzata dalla presenza di un denso gas interstellare e di polvere che assorbiva i raggi X e la luce visibile irradiandola poi come infrarosso.

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