Individuato frammento di pianeta sopravvissuto alla distruzione della sua stella

Rappresentazione artistica del pezzo di pianeta distrutto dalla sua stella (credito: University of Warwick/Mark Garlick)

In uno studio su Science si descrive un nuovo esopianeta, o meglio un frammento di esso, che effettua una rotazione completa intorno alla sua stella in sole due ore, vero e proprio record. Si pensa che questo pezzo di pianeta sia sopravvissuto ad un cataclisma che ha coinvolto la stella intorno alla quale gira, denominata SDSS J122859.93 + 104032.9 e distante da noi 410 anni luce.
Si tratta inoltre della prima volta in cui si utilizza la spettroscopia per individuare un corpo solito orbitante intorno alla nana bianca. I ricercatori ci sono riusciti analizzando i piccoli cambiamenti nella luce emessa proprio dalla stella e identificando i gas generati dal pianeta.

Lo studio è avvenuto grazie ai dati del Gran Telescopio Canarias a La Palma. Inizialmente i ricercatori avevano individuato un disco enorme di detriti intorno a questa nana bianca. Questo disco di detriti sembra essere composto da ferro, magnesio, silicio e ossigeno, ossia gli elementi chiave dei pianeti rocciosi come la Terra.
Hanno poi individuato un corpo di dimensioni abbastanza contenute con un diametro può andare da un chilometro fino a poche centinaia di chilometri, dimensioni tra l’altro paragonabili agli asteroidi più grandi del nostro sistema solare.

Il pianeta deve essersi lacerato quando la stella ha iniziato il suo processo di raffreddamento. La stella, infatti, una volta aveva una massa paragonabile a quella di due soli ma ora ha una massa di circa il 70% del nostro sole, come rileva Christopher Manser dell’Università di Warwick, autore dello studio.
La ricerca si rivela altresì interessante perché quello che stiamo vedendo ora potrebbe accadere al nostro pianeta tra circa 5-6 miliardi di anni.
Anche il nostro sole, infatti, intorno a quella data dovrebbe essersi trasformato in una nana bianca. Il processo di trasformazione vedrà infatti una prima fase di forte espansione del perimetro della nostra stella seguita da una fase di rimpicciolimento . Proprio durante la fase di espansione, il sole potrebbe inglobare i pianeti più interni, compresa la Terra, che verrebbero dunque del tutto distrutti.

Si tratta inoltre della seconda volta in cui si individua un pianeta extrasolare di tipo roccioso che si trova in orbita stretta intorno ad una nana bianca. Con questo nuovo metodo, ossia quello relativo all’utilizzo dello spettroscopio invece del classico metodo del transito, i ricercatori sono sicuri che troveranno altri planetesimi in orbita intorno a nane bianche.

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