Infetti da COVID-19 in Africa potrebbero essere più di 250 milioni secondo studio

Madagascar (credito: aga2rk via Pixabay, 4597496)

Potrebbero essere più di 250 milioni le persone infette dal coronavirus in tutta l’Africa mentre i morti potrebbero essere 190.000 secondo uno studio di modellazione predittiva pubblicato su BMJ Global Health se non verranno messe in atto azioni urgenti ed effettive per contrastare la stessa diffusione.

Sarebbero proprio le limitate risorse sanitarie, che porterebbero, per esempio, ad una limitata capacità di test e di monitoraggio, e le altre patologie già diffuse in varie regioni africane a peggiorare l’impatto del SARS-CoV-2, il virus della COVID-19.
Ad influenzare la diffusione della malattia polmonare COVID-19 saranno comunque altri fattori sociali, di sviluppo e ambientali oltre a quelli relativi alla salute secondo i ricercatori.
La pandemia dovrebbe diffondersi più lentamente in Africa rispetto alle altre parti del mondo ma probabilmente resterà nella regione più a lungo, probabilmente per diversi anni.

Ad essere più a rischio sarebbero le nazioni più piccole e le più popolate (si citano Mauritius, Seychelles e Guinea Equatoriale tra le più a rischio) mentre ad essere meno a rischio sarebbero i paesi più grandi e più scarsamente popolati (ad esempio Mauritania, Niger e Ciad).
Il maggior numero di infezioni dovrebbe avvenire in Nigeria seguita da Algeria e da Sudafrica mentre tra i paesi più a rischio ci sarebbero anche il Camerun, il Sudafrica e l’Algeria.

Gli esperti prevedono che quasi una persona su quattro (22%) del miliardo di persone nella regione dell’OMS in Africa (la regione dell’OMS africana comprende 47 paesi esclusi Egitto, Libia, Gibuti, Somalia, Sudan, Marocco e Tunisia) risulterà infetta nei primi 12 mesi dall’esplosione della pandemia e una cifra compresa tra 37 e 44 milioni di loro potrebbero avere sintomi.
I ricoverati in ospedale stimati sarebbero 4,6-5,5 milioni mentre le vittime potrebbero essere 150.000-190.000.

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