Inibiscono un enzima nei topi obesi e ne riducono fame e peso del 25%

Credito: Nature_Blossom, Pixabay, ID: 3177373

Bloccano un enzima che risiede nelle cellule adipose per ridurre il livello di obesità nei topi. È quello che hanno fatto alcuni ricercatori dell’Università del Michigan che hanno pubblicato uno studio su Nature Metabolism.[2]

Istone deacetilasi 6 (o HDAC6) e leptina

I ricercatori, come descrivono lo studio, hanno posto la propria attenzione su un enzima denominato istone deacetilasi 6 (o HDAC6) nel tentativo di migliorare le modalità con le quali cervello percepisce la leptina. Quest’ultimo è un ormone molto importante per quanto riguarda il metabolismo e soprattutto il senso dell’appetito e quindi l’assunzione di calorie.
Come spiega al comunicato della stessa Università del Michigan, il grasso è sostanzialmente fatto di energia in eccesso che si accumula. L’accumulo avviene soprattutto nelle cellule adipose e quando ciò avviene queste ultime rilasciano la leptina nel corpo. Quando la leptina comincia a circolare, si ripristina un po’ l’equilibrio energetico in quanto l’ormone segnala al cervello di diminuire il senso dell’appetito.[1]

Quando aumenta obesità corpo diventa più insensibile a leptina

Quando questo importante ruolo della leptina è stato scoperto, come spiega Işin Çakir, uno degli autori principali dello studio, si è pensato ad una sorta di “proiettile d’argento”. Qualcuno osò dire che il problema dell’obesità poteva essere risolto. In effetti non è stato così per una serie di motivi e il principale risiede nel fatto che il corpo, man mano che aumenta l’obesità, diventa sempre più insensibile alla leptina. Questo vuol dire che livelli maggiori di leptina che circola nel corpo non significano poi sempre una fame minore.[1]

L’esperimento sui topi obesi

Nel corso di esperimenti su topi obesi, i ricercatori hanno provato a rimediare proprio a questo problema. Hanno tentato di rendere i corpi dei topi maggiormente sensibili alla leptina. Lo hanno fatto introducendo nella dieta dei topi obesi un composto che inibisce l’enzima HDAC6.
Dopo poche settimane dall’inizio dell’assunzione di questo composto, il peso dei topi diminuiva di quasi il 25% e quasi tutta la massa persa era fatta di tessuto adiposo mentre la massa muscolare persa era relativamente poca.[1]

Benefici su metabolismo, fegato e tolleranza al glucosio

Inoltre i ricercatori notavano dei benefici anche per ciò che concerneva la salute metabolica dei topi. Notavano, nello specifico, che i topi non praticavano un minor dispendio energetico dopo la diminuzione dell’assunzione di cibo, una cosa che invece normalmente avviene.
Inoltre notavano dei benefici nel fegato e nella tolleranza al glucosio, un fattore, quest’ultimo, molto utile per contrastare il rischio di diabete.[1]

Effetti su topi magri

Infine notavano che facendo assumere lo stesso composto ai topi magri, dunque non obesi, gli animali non perdevano massa corporea cosa che avveniva anche in quei topi obesi che però non erano capaci di produrre leptina a livello genetico.
Questo significa, secondo i ricercatori, che livelli di leptina alti devono essere già presenti nel corpo affinché il metodo con l’inibizione dell’enzima HDAC6 possa avere successo aumentando la sensibilità alla leptina.[1]

Effetti anche sugli esseri umani?

Secondo Çakir è presto per capire se un metodo del genere possa avere successo anche con gli esseri umani e soprattutto se questo metodo possa essere sicuro anche perché in passato altri inibitori dell’HDAC6 hanno mostrato di poter potenzialmente causare tossicità nel corpo umano. Lo stesso team di Çakir vuole ore approfondire la questione anche per sviluppare un inibitore dell’HDAC che manchi della porzione potenzialmente tossica.[1]

Note

  1. Obesity in mice lowered by increasing effects of key weight-regulating hormone | University of Michigan News
  2. Histone deacetylase 6 inhibition restores leptin sensitivity and reduces obesity | Nature Metabolism (DOI: 10.1038/s42255-021-00515-3)

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