Inquinamento delle acque dolci da sali stradali da disgelo aumenta sempre di più

Anche il sale che si utilizza per prevenire la formazione di ghiaccio sulle strade contribuisce all’inquinamento acquifero, in particolare di laghi, fiumi e pozzi, finanche quelli privati. È di questo parere l’autore di un lungo e dettagliato articolo apparso su Chemical & Engineering News, secondo cui il sempre maggior utilizzo dei sali stradali potrebbe causare danni consistenti alla fauna e di conseguenza anche gli esseri umani.

Gli scienziati negli ultimi anni hanno trovato quantità sempre maggiori di cloruri in ambienti quali quelli dei torrenti, dei laghi e dei fiumi e uno dei maggiori indiziati è proprio il sale depositato sulle strade in inverno per prevenire la formazione di ghiaccio e per far sciogliere la neve.
Questa quantità sta aumentando sempre di più: si pensi che negli Stati Uniti negli anni 40 ne venivano utilizzati solo 4500 tonnellate, un’inezia di fronte ai 22 milioni di tonnellate utilizzati oggi.

Questo sale finisce per entrare in laghi e fiumi e dunque anche nell’acqua che fuoriesce dai rubinetti di casa. Oltre a poter causare problemi di salute, il sale corrode gli impianti idraulici e in generale le tubature e come ultima cosa, ma non per importanza, contribuisce a distruggere gli ecosistemi dell’acqua dolce.
Già molte amministrazioni negli Stati Uniti, fa notare l’articolo, stanno correndo ai ripari utilizzando soluzioni saline diverse, in sostanza con un quantitativo di sale minore. In più si sta facendo ricorso a spargitori più efficaci.

Fonti e approfondimenti

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